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L’AI tra innovazione e sovranità digitale, un convegno al Senato

ROMA (ITALPRESS) – L’Intelligenza Artificiale sta rapidamente ridefinendo modelli economici, processi produttivi e dinamiche sociali. In questo scenario, il tema della sovranità digitale assume un ruolo centrale: controllo dei dati, autonomia tecnologica, capacità di sviluppare modelli e infrastrutture proprie. Con l’obiettivo di affrontare queste sfide si è svolto in Senato l’evento “AI Italia. L’AI tra innovazione e sovranità digitale”, organizzato da Engineering Group su iniziativa della senatrice Licia Ronzulli.
Tra i temi al centro dell’incontro, spiccano lo sviluppo di infrastrutture nazionali di calcolo e data center, la riduzione della dipendenza da provider extra-europei e il ruolo dell’AI Act. Ampio spazio è stato dedicato anche alla sostenibilità sociale dell’innovazione: dall’impatto sul lavoro alla necessità di politiche di formazione e alfabetizzazione digitale.
mec/abr/mgg/azn

Pecoraro Scanio “Entro il 2030 l’Italia arrivi a tutelare 30% di terre e mari”

ROMA (ITALPRESS) – In occasione della 56ª Giornata Mondiale della Terra (Earth Day), Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente della Fondazione UniVerde ed ex Ministro dell’Agricoltura e dell’Ambiente, rilancia un appello forte e chiaro al Governo, al Parlamento e a tutte le istituzioni italiane per accelerare le politiche di tutela ambientale e biodiversità. “L’Italia ha sottoscritto l’obiettivo internazionale di proteggere entro il 2030 almeno il 30% delle aree terrestri e marine. Mancano ormai solo quattro anni: è necessario agire subito, rafforzando il sistema dei parchi nazionali e regionali, delle riserve naturali, della Rete Natura 2000 e delle aree marine protette e sbloccando aree marine come Maratea, Capri, Salina, Conero e parchi come Eolie, Egadi, costa teatina, Iblei e altre realtà in attesa da anni”, dichiara Pecoraro Scanio .

fsc/mca2
(Fonte video: Fondazione UniVerde)

Lavoro, domani a Roma confronto Landini-Orsini

Lavoro, domani a Roma confronto Landini-Orsini

ROMA (ITALPRESS) – Energia, rappresentanza, Europa: sono molti i temi, nel complesso scenario internazionale che stiamo attraversando, su cui si confronteranno giovedì 23 aprile, al Teatro Italia di Roma, il segretario generale della Cgil Maurizio Landini e il presidente di Confindustria Emanuele Orsini.
L’occasione è l’Assemblea nazionale delle delegate e dei delegati dell’industria della Cgil, dal titolo “Il ruolo del lavoro, per nuove e sostenibili politiche industriali”. Al centro dell’iniziativa e del dibattito ci saranno le grandi trasformazioni e i nodi fondamentali che stanno attraversando il sistema produttivo del Paese: la crisi industriale, il ruolo dell’energia, la transizione ecologica, l’impatto della dinamica demografica sul lavoro e sulle prospettive di sviluppo, le trasformazioni digitali. Particolare attenzione sarà dedicata alle ricadute che tutto questo sta già producendo sul lavoro negli appalti e lungo l’intera filiera dell’indotto, con specifico riferimento alle categorie dei servizi e della logistica, sempre più esposte a fenomeni di precarizzazione, frammentazione contrattuale e compressione dei diritti.
Ad aprire i lavori, alle 10, sarà la relazione introduttiva del segretario confederale della Cgil Gino Giove, cui seguiranno gli interventi di delegate, delegati e strutture sindacali. Il confronto tra il segretario generale della Cgil e il Presidente di Confindustria è previsto nel primo pomeriggio.

– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Carburanti, Salvini “Qualcuno nella Commissione europea è in malafede”

Carburanti, Salvini “Qualcuno nella Commissione europea è in malafede”

FIRENZE (ITALPRESS) – In merito alla scarsità di dotazione di carburante “sono molto preoccupato perchè l’Europa continua a dormire e non ci permette di intervenire con come dovremmo e come potremmo. Se a Bruxelles continuano a far finta di niente, a questo punto penso anche in malafede. Temo che a Bruxelles qualcuno alla guida della Commissione europea sia in malafede perchè non accorgersi del rischio di bloccare l’Italia e l’Europa vuol dire vivere su Marte”. Lo ha detto il vicepremier e ministro per le Infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini, a margine dell’evento “Italia insieme, turismo accessibile e territorio”, in svolgimento alla Stazione Leopolda di Firenze.

Noi oggi abbiamo le associazioni degli autotrasportatori al Ministero che chiedono un intervento-ha aggiunto Salvini- Noi i soldi li avremmo anche” ma “le norme europee oggi non ci permettono di intervenire di aiutare questi lavoratori e si capisce che se si fermano i tir in Italia non arriva la merce nei supermercati e nei negozi e quindi è il caos – ha aggiunto Salvini -. Sono molto preoccupato, sono fra il preoccupato e l’arrabbiato perchè il governo italiano in questo momento vuole aiutare imprese e cittadini in difficoltà, ma le norme europee ce lo impediscono e quindi o cambiano queste norme o ce le cambiamo da soli”.

“Non accorgersi della crisi di oggi” derivante dalla scarsità di dotazione di carburante “significa o vivere su Marte o essere in malafede, e gli italiani non possono pagare la malafede di chi comanda a Bruxelles. L’obiettivo è di aiutare più gente possibile” ha aggiunto Salvini.

“Il problema sono le imprese, l’autotrasporto, l’agricoltura, a cui per regole assurde europee, per il patto di stabilità, per il de minimis, non possiamo dare tutto quello che vorremmo. Voi capite che se per una settimana si fermano i camion, i negozi sono vuoti, e se i negozi sono vuoti è un enorme problema. A Bruxelles qualcuno non se ne accorge. Ripeto, se del caso faremo da soli perchè io non chiudo i negozi e le fabbriche, non blocco l’Italia perchè Bruxelles è guidata da gente che vive su Marte oppure in malafede” ha concluso Salvini.

foto: IPA Agency

(ITALPRESS).

Dramma a Catanzaro, si getta dal balcone con i figli: muoiono mamma e due bimbi

Dramma a Catanzaro, si getta dal balcone con i figli: muoiono mamma e due bimbi

CATANZARO (ITALPRESS) – Dramma a Catanzaro. Una donna, insieme a due figli, ha perso la vita dopo essersi gettata dal balcone del terzo piano della sua abitazione. La tragedia è avvenuta la notte scorsa. La madre, secondo le prime ricostruzioni, si è lanciata nel vuoto con in braccio due dei suoi figli, un bambino di quattro anni e un neonato di quattro mesi, che sarebbero morti sul colpo. La terza bambina, di quasi sei anni, è ricoverata in gravi condizioni al reparto di rianimazione all’ospedale di Catanzaro. Sono intervenuti i poliziotti della Squadra volante della Questura di Catanzaro, con il coordinamento delle indagini da parte della locale Procura.
Al momento della tragedia il marito era in casa, ma non si sarebbe accorto di quanto stava accadendo. Svegliatosi dopo aver sentito rumori, è sceso in strada tentando anche di rianimare i bambini prima dell’arrivo dei soccorsi. L’uomo è ora sentito dagli inquirenti per ricostruire le possibile cause del drammatico episodio. La donna di 46 anni lavorava come operatrice sanitaria in una Rsa ed era conosciuta per il suo attivismo nella parrocchia vicino casa. L’ipotesi più probabile resta quella dell’omicidio-suicidio.
“Quella della tragedia è una zona molto tranquilla, a ridosso del centro storico. Un quartiere molto tranquillo che vive intorno alla parrocchia ed al piccolo parco vicino. Una comunità abbastanza propensa alla partecipazione, non parliamo dunque di una periferia degradata, disagiata”, dice a Rai News24 il sindaco di Catanzaro, Nicola Fiorita, parlando della tragedia che colpito la città.
“Un malessere invisibile, che si era manifestato nell’ultimo mese, dopo la nascita dell’ultimo figlio. Adesso bisogna pensare al futuro, fare il tifo per la piccola e capire come la città possa rimanere accanto al padre e alla bimba, se tutto andrà bene”. “Proclameremo il lutto cittadino – annuncia -. Come amministrazione resteramo vicini a quello che resta di questa famiglia che vivrà un momento difficile”.

– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Lamezia Terme, incendio in abitazione: donna tratta in salvo

Nella tarda serata di martedì 21 aprile, squadre dei vigili del fuoco del Comando di Catanzaro, distaccamento di Lamezia Terme e sede centrale, con il supporto di un’autobotte per rifornimento idrico, sono intervenute in Via Conforti, nel comune di Lamezia Terme, per un incendio sviluppatosi all’interno di un’abitazione.
Il rogo, originatosi nel vano sottoscala di una casa disposta su due livelli, ha danneggiato parte della mobilia e suppellettili di vario genere. Il denso fumo propagatosi nei locali ha inoltre annerito le pareti del piano superiore.
All’interno dell’abitazione una donna, impossibilitata a lasciare autonomamente i locali, trovava riparo sul balcone del primo piano, da dove veniva tratta in salvo dai vigili del fuoco e condotta in zona sicura.
Altre quattro persone, tra cui un bambino, riuscivano invece ad abbandonare l’immobile autonomamente. Tutti gli occupanti venivano affidati al personale sanitario del Suem 118 per le cure del caso e i necessari accertamenti, senza riportare conseguenze di rilievo. Intervento dei vigili del fuoco è valso altresì alla completa estinzione delle fiamme evitando il propagarsi dell’incendio all’intera struttura.
In via precauzionale l’abitazione è stata interdetta fino al ripristino delle normali condizioni di sicurezza e alla verifica della rete elettrica. Gli occupanti venivano ospitati presso alcuni parenti.
Sul posto presenti anche Carabinieri e Polizia di Stato per gli adempimenti di competenza

L’articolo Lamezia Terme, incendio in abitazione: donna tratta in salvo proviene da S1 TV.

Focus ESG – Episodio 75

MILANO (ITALPRESS) – L’energia fossile non abdica e attenzione ai molti interessi globali. Il paradosso europeo: riserve infinite di petrolio nel mondo ma mancanza di raffinazione. E’ allarme per il jet fuel, il cherosene, nel Vecchio Continente. Una possibile soluzione se la crisi permane? Chiedere soccorso agli USA nell’immediato, ma quello che serve è un cambio di passo strategico. Attenzione alle mosse dell’Arabia Saudita ma anche al ruolo della Turchia. Sull’energia c’è una concentrazione di interessi mai vista prima perché il mondo è sempre più energivoro e l’efficienza non basta come le rinnovabili. Negli anni settanta i grandi consumatori erano pochi, Stati Uniti, Unione Sovietica, Europa Occidentale e Giappone. Oggi si sono aggiunti: Cina, India, Mercosur, Arabia. I consumi si stima siano aumentati del 175 per cento e c’è chi parla di aumenti nel medio periodo altrettanto significativi per l’intelligenza artificiale in primis. L’Asia si muove alla ricerca di energia, con Corea e India fortemente attivi. L’Europa è in crisi e cerca di reagire perché la transizione con le fonti rinnovabili non basta. L’energia può essere fossile, petrolio, carbone e gas; rinnovabile, solare, eolico, idroelettrico; e nucleare. Nel mondo il mix energetico oggi vede prevalere ancora il fossile con l’80%, il 14-15% per le rinnovabili e il nucleare è al 4-5%. Costo energia e disponibilità sono i due asset strategici, ma anche la lavorazione dal grezzo al prodotto finito. In Italia abbiamo chiuso negli ultimi quindici anni ben sei raffinerie e in Europa sono passate da 114 a 94 per una perdita di capacità superiore al 15%. Nel passato si è fatto troppo affidamento agli approvvigionamenti dalla Russia e con la guerra ancora in atto in Ucraina si è persa capacità e ci si è scoperti corti. Ma quanto petrolio c’è nel mondo e dove si trovano le riserve maggiori? L’Arabia Saudita non ha mai rivelato le sue riserve. E il petrolio del Venezuela quanto incide? Gli Stati Uniti estraggono oggi più di Russia e Arabia Saudita messe insieme grazie alla tecnologia del fracking e hanno raggiunto l’indipendenza energetica. E sempre gli Stati Uniti hanno una produzione di Jet Fuel che potrebbe risolvere la carenza che in Europa potrebbe mettere a rischio i voli a breve. Oggi si sente dire anche che il momento che stiamo vivendo è peggiore di quello degli anni settanta. Ma è vero? Nell’Adriatico c’è un giacimento di gas che l’Italia non sfrutta mentre la Croazia lo fa. E perché il gasolio costa sempre di più? Ma anche quanta consapevolezza c’è, sempre sul gasolio, che è più pulito perché gli è stato tolto lo zolfo e ha richiesto additivazione speciali e viene miscelato con biodiesel che ha costi elevati? Con la crisi russa del 2022 l’Europa ha pensato di ricollegarsi al Medio Oriente, dove nel frattempo sono partite raffinerie anche molto importanti. Adesso dopo il cigno nero in Russia, si è aggiunto il cigno nero dello stretto di Hormuz e quindi siamo a livello europeo in una situazione molto critica. Nell’ultimo documento che verrà discusso a Cipro il 22-23 di questo mese, l’Europa inizia ad individuare una criticità nella raffinazione e potrebbe essere il cambio di passo necessario per ridurre i rischi. Sul gasolio l’Italia è tra i quattro paesi europei che ha una capacità di raffinazione che supera la domanda nazionale; sul jet fuel si copre il 50% della domanda, un altro 50% lo dobbiamo importare. Larry Fink, CEO di BlackRock, ha fatto due scenari, 150 dollari al barile se l’Iran dovesse continuare a rappresentare un pericolo per la stabilità regionale, 40 dollari nel caso in cui l’Iran venisse reintegrato pienamente nell’economia internazionale. E’ una forchetta eccessiva? Sapendo che la chiusura dello stretto di Hormuz vale 20 milioni di barili al giorno, significa che ogni giorno quei paesi perdono 2 miliardi di dollari, che è una cifra talmente alta che sicuramente troveranno il modo di spostare una parte di quei volumi sul Mar Rosso, cosa che ad esempio l’Arabia Saudita sta già facendo, oppure spostarli dalla zona dell’Iraq verso la Turchia e poi utilizzare la pipeline che va a Ceyhan, che è un’altra opportunità, magari potenziandola. Quando cresce il prezzo del petrolio, chi guadagna molto è chi estrae petrolio; la parte che sta a valle, quella del downstream petrolifero, fatta di raffinazione e distribuzione è di fatto compressa. In un contesto complicato il ruolo dei consumatori per avere prezzi più bassi alla stazione di servizio non va comunque sottovalutato. Nella puntata 75 di FOCUS ESG, il giornalista Marco Marelli e il Presidente di UNEM Gianni Murano affrontano il tema energia e fonti fossili, petrolio compreso, a 360°, per saperne tutti di più.

fsc/gsl

“Kenya: un grande Paese che guarda al futuro”, MedOr e Luiss incontrano Ruto

ROMA (ITALPRESS) – Un Paese di oltre 55 milioni di abitanti con un Pil in crescita e uno dei mercati africani più interessanti per l’Italia: è il Kenya, a cui Fondazione MedOr e la Luiss hanno dedicato, in occasione della visita a Roma dei suoi massimi esponenti istituzionali, l’incontro dal titolo “Kenya: un grande Paese che guarda al futuro alla presenza del presidente William Samoei Ruto.
f04/xb1/fsc/

Terremoto Friuli, Revelant “Siamo qui per dire grazie al popolo americano”

WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “Siamo venuti qui per dire grazie al popolo e al governo americano che allora ci diedero una grossa mano per ripartire dopo la devastazione. Gemona fu duramente colpita, con 400 vittime e un paese distrutto, così come tutto il Friuli che contò circa mille vittime. La solidarietà di tutti è stata il motore che ha permesso di risorgere da questa tragedia”. Lo ha dichiarato il sindaco di Gemona del Friuli, Roberto Revelant, a margine di “Orcolat ’76”, lo spettacolo teatrale andato in scena presso l’Ambasciata d’Italia a Washington DC. Un’opera intensa, capace di rievocare con rigore documentale e forte impatto emotivo il terremoto che colpì il Friuli Venezia Giulia nel 1976.

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Terremoto Friuli, Roberti “In questi 50 anni Regione è profondamente cambiata”

WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “Questo è un modo per farsi conoscere e per ricordare soprattutto il post terremoto. In questi 50 anni il Friuli è profondamente cambiato e il cosiddetto ‘modello Friuli’ nasce dalla capacità di trasformare una tragedia in opportunità di ricostruzione e crescita, passando da territorio rurale a realtà economicamente dinamica. Essere qui a Washington significa ribadirlo e rilanciare nuovi progetti di partenariato con gli Stati Uniti”. Lo ha detto l’assessore regionale alle autonomie locali, funzione pubblica, sicurezza e immigrazione Pierpaolo Roberti a margine di “Orcolat ’76”, lo spettacolo teatrale andato in scena presso l’Ambasciata d’Italia a Washington DC. Un’opera intensa, capace di rievocare con rigore documentale e forte impatto emotivo il terremoto che colpì il Friuli Venezia Giulia nel 1976.

xp6/tvi/mca2