ROMA (ITALPRESS) – “Sono già state individuate alcune potenziali misure che rispondono ai requisiti e agli ambiti di intervento indicati dalla Commissione europea. Sono in corso gli approfondimenti necessari sugli aspetti tecnici e sull’ammissibilità delle singole misure, anche con riferimento ai profili di finanza pubblica, così da poter valutare pienamente le opportunità offerte dalla nuova clausola per l’energia”. Lo dichiara il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, commentando le indicazioni operative pubblicate dalla Commissione Ue. “Ritengo inoltre importante il fatto che la Commissione europea abbia esplicitamente incluso gli investimenti sul nucleare tra quelli che possono rientrare nell’ambito delle misure finanziabili. E’ un riconoscimento significativo della rilevanza che il nucleare può avere nel rafforzamento della sicurezza e della resilienza del sistema energetico europeo e nel percorso di transizione energetica”, prosegue Pichetto. “L’Italia sta lavorando per cogliere, con concretezza e responsabilità, tutte le opportunità che questo nuovo quadro europeo può offrire”, conclude il ministro. (ITALPRESS).
ROMA (ITALPRESS) – E’ morto Varenne. Il cavallo italiano, che era nato a Copparo nel 1995, è stato un grande trottatore, ritenuto da molti il più forte di tutti i tempi. Il “Capitano”, questo uno dei suoi soprannomi, ha vinto tanti titoli durante la carriera, in particolare ha centrato il Grand Slam per due volte, nel 2001 e nel 2002, vincendo le tre corse di Gruppo 1 più prestigiose d’Europa, ovvero il Prix d’Amerique, il Gran Premio Lotteria e l’Elitloppet. La notizia della scomparsa di Varenne è stata ufficializzata, sui social, dal suo staff. Il cavallo è morto nella notte a Eboli, a causa di un infarto fulminante. “Con immenso dolore comunichiamo la notizia della morte del ‘Capitanò. Varenne si è spento durante la notte e il veterinario ha confermato che la causa è stata un improvviso attacco cardiaco. Siamo devastati dalla notizia ricevuta questa mattina e vogliamo ricordarlo, assieme a tutti i suoi fan, mentre volava verso le sue vittorie. Oggi le ali di Varenne lo hanno portato altrove. Corri libero per sempre e rimani per sempre il nostro ‘Capitanò. Che la terra ti benedica. Con tanto amore. Raggiungi Enzo lassù”, si legge sul web. Lo staff di Varenne si riferisce a Enzo Giordano, che è stato l’acquirente e proprietario del cavallo, acquistato per una cifra di circa 180 milioni di lire. Varenne era figlio dello stallone americano Waikiki Beach e della fattrice italiana Ialmaz. In carriera ha fatto vincere a Giordano oltre sei milioni di euro, trionfando in 62 delle 73 corse disputate. Dopo l’attività in campo ippico, il “Capitano” ha fatto per anni lo stallone e ha generato più di 2000 figli. – foto Ipa Agency – (ITALPRESS).
ROMA (ITALPRESS) – Negli ultimi anni “la comunicazione ha subito un’evoluzione enorme”. Circa 15 anni fa, “il media planning digitale veniva considerato quasi come un’aggiunta”. Oggi, invece, si parte proprio dai canali digitali, “immaginando qualsiasi forma di evento o comunicazione e ogni attività di media planning non solo come media in sè, ma anche come contenuto digitale destinato a evolversi e a essere declinato su diversi canali: è quindi fondamentale ragionare ancora di più su questo aspetto, che rappresenta uno dei grandi cambiamenti nell’evoluzione della comunicazione aziendale”. Parte da qui il ragionamento di Umberto D’Oriano, responsabile marketing di Optima Italia – multiutility che offre servizi integrati di energia, telecomunicazioni e soluzioni per famiglie e imprese –
che, intervistato da Jessica Nicolini a “Power Talks, il potere della comunicazione”, format editoriale nato dalla collaborazione tra Italpress e Philia Associates, che racconta come sta cambiando la comunicazione di un’azienda che ogni giorno entra nelle case e nella quotidianità di migliaia di persone. Negli ultimi quindici anni il paradigma si è completamente ribaltato: il digitale, un tempo considerato quasi un’estensione della pianificazione tradizionale, oggi è diventato uno dei punti di partenza attraverso cui immaginare campagne, eventi e contenuti. Ma per Optima la parola chiave rimane la semplicità: “costruire una comunicazione immediatamente comprensibile e talmente riconoscibile da poter essere associata al brand anche eliminandone il logo, e il messaggio deve essere immediatamente percepibile”, spiega D’Oriano. L’azienda, non a caso, utilizza anche quelli che definisce “torture test”: elimina il branding dalle comunicazioni per verificare se il messaggio possa comunque essere riconducibile al marchio. Una filosofia, sottolinea D’Oriano, coerente con il “nostro payoff – Optima, che ti migliora la vita -, attraverso la semplificazione della gestione delle utenze e delle persone”.
E tra gli strumenti di comunicazione c’è anche lo sport: “La presenza nello sport è qualcosa che abbiamo inaugurato due anni fa e che sicuramente nel prossimo anno continueremo a cavalcare”. L’obiettivo, spiega D’Oriano, è andare oltre la semplice esposizione del marchio e costruire “storie di sponsorizzazione”, collegando le missioni delle squadre a quelle di Optima e creando contenuti social, ed è “un veicolo di notorietà molto importante”. E tra reputazione e business, la risposta è netta: “Per noi è 50 e 50. Deve essere sicuramente un’opportunità di visibilità, ma deve portare opportunità di business”. Nel media planning la televisione mantiene un ruolo centrale. “Il nostro media plan è costantemente oggetto di ricerche per verificare se gli investimenti siano indirizzati nella direzione giusta, o se c’è qualcosa da correggere”. Le rilevazioni, spiega, confermano generalmente le strategie: “Il media principale, quello con cui le persone vengono a contatto più spesso con noi, è sicuramente il mezzo televisivo”. Anche l’intelligenza artificiale è entrata nella produzione dell’ultimo spot, ma la tecnologia non sostituisce l’uomo: “E’ un abilitatore fondamentale nella lettura dei dati e nella previsione di un risultato, ma la componente umana resta fondamentale in ambito decisionale”. E soprattutto resta centrale la creatività, la capacità di trovare “toni di voce che riescano a scaldare in qualche modo il cuore delle persone”. “Il fattore umano fa ancora la differenza e continuerà a farlo”.
La strategia, secondo D’Oriano, non può però concentrarsi su un solo mezzo. “Non c’è un mezzo di comunicazione ad oggi che non funziona – spiega -. Quello che funziona è sicuramente la multicanalità. Anche la radio, così come la carta stampata, mantiene un ruolo importante se inserita in un piano media strutturato”. La carta stampata, in particolare, “aiuta ancora tanto nel riuscire a dare quel livello di credibilità che magari gli altri mezzi fanno ancora un pò fatica a raggiungere”. Lo stesso vale per gli eventi, che il digitale ha trasformato in occasioni per produrre contenuti nel tempo: “Oggi un grande evento gestito nella maniera giusta, può durare anche un anno intero, una storia che può essere costantemente riproposta”. E il digital è stato sicuramente “lo spartiacque più importate degli ultimi anni”. E’ quindi una comunicazione sempre più articolata quella che immagina D’Oriano. “La comunicazione del futuro sarà sempre più omnicanale, sempre più digitale, sarà sempre più fatta di contenuto, ci sarà sempre più intelligenza artificiale”. Ma la differenza continuerà a farla la creatività: “La vera differenza la farà chi riuscirà ancora a utilizzare la creatività nel vero e proprio senso della parola”. La sfida, conclude, sarà dunque abbinare “la capacità tecnologica che ci sta oggi consegnando l’intelligenza artificiale con il valore aggiunto della creatività”, costruita anche attraverso quel bagaglio culturale che resta, per D’Oriano, uno degli strumenti fondamentali della professione.
CAGLIARI (ITALPRESS) – Arrivano notizie incoraggianti sulle condizioni di Yael Trepy, giocatore del Cagliari ricoverato in terapia intensiva all’Ospedale “Santissima Annunziata” di Sassari dopo aver rischiato di annegare nella piscina di una villa. Nel bollettino medico diramato dall’istituto e diffuso dal club rossoblù si legge che il giocatore “è ancora sottoposto a sedazione farmacologica, ventilato artificialmente tramite intubazione delle vie aeree, con miglioramento della funzione respiratoria rispetto alla grave insufficienza rilevata al momento del ricovero. Apiretico. Prosegue con la terapia antibiotica e gli accertamenti microbiologici. Stabile la funzione cardiocircolatoria”. L’ospedale fa sapere ancora che oggi, “previa rivalutazione radiologica ed ecografica polmonare, e qualora il miglioramento respiratorio risulti consolidato, è prevista la progressiva riduzione della sedazione, con rivalutazione della risposta clinica del paziente. La prognosi continua ad essere riservata. Eventuali ulteriori aggiornamenti saranno forniti in presenza di variazioni significative delle condizioni cliniche del paziente”. – foto Image – (ITALPRESS).
E se un salvagente potesse volare autonomamente raggiungendo chi è in difficoltà?
Sviluppato dalla polizia di Hangzhou, nella Cina orientale, questo salvagente volante alimentato dall’intelligenza artificiale è in grado di raggiungere autonomamente le persone in difficoltà, fornire un supporto di galleggiamento e tornare indietro da solo una volta completata la missione di soccorso.
Un nuovo utilizzo dell’IA e della robotica per rendere più rapidi i soccorsi in acqua.(XINHUA/ITALPRESS) mec/lcr (Fonte video: Xinhua)
Le acque durante un’inondazione hanno distrutto l’unico ponte di accesso al villaggio di Nieping, nella provincia centrale cinese dello Henan. Un drone per il trasporto di carichi pesanti ha consegnato un generatore e generi di prima necessità agli abitanti rimasti isolati. (XINHUA/ITALPRESS) mec/lcr (Fonte video: Xinhua)
Oltre mille finanzieri e 440 pattuglie impiegati tra luglio e agosto. Sequestrati anche 1,3 chili di droga e 500 piante di canapa, che avrebbero fruttato più di 400mila euro
Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro, in linea con le direttive fornite anche dalla Prefettura del capoluogo calabrese e coinvolgendo i dipendenti Reparti, ha disposto su tutto il territorio di competenza, un rafforzamento del dispositivo di contrasto ai fenomeni di illegalità economico-finanziaria, in particolare nelle località ad alta vocazione turistica catanzaresi, lametine e soveratesi. L’intensificazione dell’attività di controllo del territorio provinciale ha comportato, nel corso del mese di luglio e delle prime settimane di agosto, l’impiego complessivo di oltre 1000 finanzieri, (di cui oltre 780 per il servizio 117) per l’esecuzione di mirati e coordinati interventi relativi, in particolare, alla repressione degli illeciti di natura economico-finanziaria che hanno interessato le strutture turistico-ricettive, gli stabilimenti balneari, le adiacenti aree di sosta e gli esercizi commerciali ambulanti. L’attività di controllo è stata ulteriormente rafforzata lungo le principali arterie stradali e in prossimità dei luoghi maggiormente interessati dalla movida estiva, attraverso l’impiego di oltre 440 pattuglie (di cui oltre 340 per il servizio 117). Grande attenzione è stata dedicata alla salvaguardia delle categorie di lavoratori più vulnerabili sotto il profilo economico-sociale, attraverso l’esecuzione di mirati interventi in materia di lavoro che hanno consentito di elevare sanzioni nei confronti di 4 attività commerciali, resisi responsabili di aver impiegato manodopera irregolare e/o in nero. Complessivamente sono stati 36 i lavoratori in nero/irregolari scoperti (di cui 3 minori e 4 stranieri) nelle aree di Lamezia Terme, Catanzaro Lido e Soverato. In ragione del consistente afflusso turistico, sono stati altresì potenziati i controlli presso l’aeroporto internazionale di Lamezia Terme. I Finanzieri, in collaborazione con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nell’ambito delle attività di monitoraggio e vigilanza sulla circolazione transfrontaliera di valuta presso l’aeroporto di Lamezia Terme, hanno eseguito 26 controlli in materia valutaria e doganale intercettando un flusso di denaro contante di oltre 230 mila euro, con 6 soggetti sanzionati. Nell’ottica di contribuire ad assicurare la tutela del “made in Italy” e la “sicurezza prodotti” intesa come salvaguardia del tessuto produttivo italiano, sono stati programmati ed eseguiti due piani di intervento che hanno consentito di sequestrare complessivamente oltre 230.000 prodotti (tra i quali orologi contraffatti, giocattoli, profumi e cosmetici non conformi alla normativa vigente in materia di sicurezza prodotti), denunciare 2 soggetti e segnalare amministrativamente ulteriori 7 persone. Efficaci e periodiche sono state le operazioni volte al contrasto del traffico di sostanze stupefacenti, spesso espletate anche con l’ausilio delle unità cinofile e programmate in prossimità di locali notturni e luoghi di aggregazione della movida locale. Tale impegno ha previsto l’esecuzione di 15 interventi nell’ambito dei quali sono stati segnalati 4 soggetti (di cui 1 tratto in arresto) alla competente A.G. e 8 individui alle competenti Prefetture. Le attività hanno permesso il sequestro di circa 1,3 kg di sostanza stupefacente di vario tipo. Inoltre, in collaborazione con la Sezione Aerea della Guardia di Finanza di Lamezia Terme, i baschi verdi del Gruppo di Catanzaro hanno individuato vaste piantagioni di canapa indiana, realizzate su alcuni appezzamenti di terreno ricadenti nel catanzarese. L’attività operativa ha permesso di rinvenire e sequestrare circa 500 piante, di altezza variabile e con infiorescenze in ottimo stato di maturazione. Le illecite piantumazioni, occultate da alti rovi e dalla fitta vegetazione circostante e realizzate con il cosiddetto metodo “a macchia di leopardo”, ovvero sfruttando piccoli terrazzamenti non molto distanti tra loro, venivano annaffiate con ingegnosi sistemi di irrigazione. Tenuto conto del numero e delle dimensioni delle piante rinvenute, oramai prossime alla raccolta e in ottemperanza alle disposizioni impartite dalla locale Autorità Giudiziaria prontamente informata, le stesse sono state estirpate e distrutte in loco. La vendita al dettaglio della marijuana ottenuta dalla successiva essiccazione avrebbe fruttato un illecito guadagno stimato oltre 400 mila euro. L’azione di contrasto all’economia sommersa e all’evasione fiscale è stata sviluppata attraverso 151 controlli sulla regolare emissione di scontrini e ricevute fiscali rilevando irregolarità nel 30% dei casi per 44 esercizi commerciali. Infine, l’attività posta in essere dalla componente Antiterrorismo e Pronto Impiego dei Gruppi di Catanzaro e di Lamezia Terme, impiegata nel controllo economico del territorio, ha permesso di individuare 28 infrazioni al Codice della Strada, elevando sanzioni successivamente oblate per importi pari a circa 16.000 euro. Prevenzione, trasversalità e capillarità sono state le linee strategiche del piano straordinario dei controlli della stagione estiva promosso dal Comando Provinciale di Catanzaro e dai dipendenti reparti, in aggiunta a quelli delle paritetiche Forze di Polizia, in ossequio alle indicazioni della locale Prefettura, al fine di conseguire un effetto deterrente rispetto a condotte illecite che minano la sicurezza della collettività e violano le regole del mercato, salvaguardando sia i cittadini che le imprese che operano legalmente.
Dal funzionamento dei modelli generativi fino alla domanda filosofica decisiva sulla differenza tra uomo e intelligenza artificiale. Una serata tra tecnologia, psicologia, filosofia e antropologia promossa dalla Pro Loco
L’intelligenza artificiale è già entrata nella vita quotidiana di miliardi di persone, viene utilizzata nella medicina, nel lavoro, nella comunicazione e nell’educazione, ma il fatto che funzioni – anche molto bene – non significa che pensi, comprenda o possieda una coscienza. Da questa distinzione è partito il percorso proposto da Francesco Pungitore durante la presentazione del suo libro Complessità umana. Linearità artificiale, svoltasi a Chiaravalle Centrale nell’Auditorium dell’IC “Corrado Alvaro”.
Francesco Pungitore è docente di Psicologia, Scienze umane, Filosofia, Storia e Tecniche della comunicazione negli istituti secondari di secondo grado del Piemonte. Giornalista e formatore esperto di Intelligenza Artificiale, con master e perfezionamenti post-laurea in Comunicazione digitale e Tecnologie per l’Insegnamento, svolge una intensa attività di formazione per scuole e aziende anche nell’ambito di due enti formativi nazionali con sede in Piemonte, concentrando da anni la propria ricerca sul rapporto tra innovazione tecnologica, processi educativi e trasformazioni culturali.
È coordinatore nazionale della Consulta per l’Intelligenza Artificiale dell’UCIIM – Unione Cattolica Italiana Insegnanti, Dirigenti, Educatori e Formatori e direttore tecnico dell’Osservatorio Nazionale Minori e Intelligenza Artificiale, incarichi nei quali approfondisce in particolare le implicazioni educative, sociali ed etiche dell’IA e la necessità di costruire una nuova cultura della consapevolezza digitale.
Il suo interesse per le tecnologie applicate all’educazione e alla diffusione della conoscenza precede di molti anni l’attuale rivoluzione dell’Intelligenza Artificiale. Già nel 2000, durante il ministero di Giovanna Melandri, collaborò infatti nell’ambito del progetto ministeriale “Mediateca 2000” del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, contribuendo concretamente alla nascita e allo sviluppo di mediateche nel Mezzogiorno, tra cui quelle di Crotone, San Vito sullo Ionio e Vibo Valentia. Un percorso che lega idealmente le prime esperienze di digitalizzazione dell’accesso alla cultura alle attuali riflessioni sull’Intelligenza Artificiale: tecnologie diverse, in epoche diverse, ma una stessa domanda di fondo su come l’innovazione possa essere posta al servizio della conoscenza, della scuola e delle persone.
La serata di Chiaravalle è stata costruita attorno a due interrogativi strettamente collegati: che cosa fa realmente l’intelligenza artificiale e, soprattutto, che cosa distingue ancora radicalmente l’essere umano dalla macchina?
Nella prima parte dell’incontro Pungitore ha scelto di partire dai dati e dalle applicazioni concrete, evitando tanto l’entusiasmo acritico quanto le letture apocalittiche. I numeri della diffusione dei sistemi di intelligenza artificiale, l’impiego crescente in settori ad alta complessità e le esperienze già in corso anche nel campo della medicina mostrano, secondo l’autore, come la domanda “IA sì o IA no” sia ormai sostanzialmente superata. L’intelligenza artificiale è già presente. La questione diventa allora comprendere come utilizzarla, in quali contesti e secondo quali regole.
Dietro la “magia” dell’IA: probabilità, token e algoritmi
Una parte significativa della presentazione è stata dedicata proprio a smontare quella sorta di rappresentazione magica che spesso accompagna i sistemi generativi.
Attraverso alcune slide, Pungitore ha illustrato in forma divulgativa il funzionamento dei grandi modelli linguistici: dalla trasformazione del testo in token agli embedding, dai meccanismi di attenzione alla previsione probabilistica dell’elemento successivo.
Alla base rimane infatti un sistema statistico di enorme complessità, addestrato su immense quantità di dati e capace di stimare, all’interno di un determinato contesto, quale token abbia la maggiore probabilità di seguire quelli precedenti. Nel libro il processo viene descritto come quello di una macchina capace, semplificando, di prevedere il token successivo, pur all’interno di architetture dalle quali emergono prestazioni estremamente sofisticate.
È proprio l’efficacia dei risultati a creare l’equivoco. Una risposta coerente, una poesia, un testo complesso, una traduzione o persino un dialogo apparentemente empatico possono generare nell’utente la sensazione che dall’altra parte vi sia “qualcuno”. Ma prestazione e coscienza non sono sinonimi, così come la capacità di produrre linguaggio non dimostra automaticamente l’esistenza di un’esperienza soggettiva.
Da qui anche il richiamo all’argomento filosofico di John Searle: la manipolazione corretta dei simboli secondo determinate regole non implica necessariamente la comprensione del loro significato. La sintassi, in altri termini, non coincide automaticamente con la semantica.
La questione centrale: la differenza
È stato però nella seconda parte dell’incontro che la riflessione si è spostata dal piano tecnologico a quello più propriamente filosofico e antropologico.
Il vero tema di Complessità umana. Linearità artificiale non è infatti stabilire quanto una macchina possa diventare brava a imitare alcune capacità cognitive umane. La domanda è un’altra: che cosa resta dell’umano quando molte delle competenze che per secoli abbiamo considerato esclusivamente nostre diventano riproducibili artificialmente?
La risposta proposta da Pungitore passa dal concetto di differenza categoriale. L’essere umano non coincide con le sue prestazioni. Non è soltanto un soggetto che calcola, scrive, risolve problemi o organizza informazioni. È un essere biologico e biografico, attraversato da memoria, emozioni, desideri, paure, contraddizioni, relazioni e dalla continua ricerca di un significato.
Una macchina può produrre un testo sul dolore. Ma non soffre quel dolore. Può descrivere la paura senza avere nulla da perdere. Può generare parole sull’amore senza avere mai atteso il ritorno di qualcuno.
È in questo senso che nel libro viene ripreso un passaggio di Searle particolarmente efficace: la simulazione di un temporale non bagna. Simulare un fenomeno e viverlo appartengono a due categorie differenti.
L’uomo può perdersi. La macchina no
Il confronto proposto dall’autore si è così allargato alla filosofia dell’esistenza. L’essere umano può dubitare di sé, cambiare direzione, pentirsi, essere attraversato dall’angoscia, interrogare il proprio passato e chiedersi quale significato abbia il proprio futuro. Può perdersi e tentare di ritrovarsi. La macchina no.
Non perché sia necessariamente meno efficiente, ma perché non possiede una biografia da perdere o da riconquistare. Nel libro questa differenza viene espressa attraverso un’immagine netta: un sistema artificiale non può perdersi perché non si è mai trovato; quando dialoga con noi non sta mettendo in gioco se stesso, ma elaborando una risposta probabile.
Da qui una delle tesi che hanno segnato maggiormente la presentazione: “La macchina può fare tutto, fuorché esistere”.
Una formula volutamente radicale che non intende sminuire la potenza tecnologica dell’IA, ma riportare al centro il significato dell’esistenza umana: vivere significa essere esposti al tempo, alle scelte, alla perdita, alla relazione, all’errore, alla responsabilità e alla ricerca di senso.
“Lo specchio che non specchia”
Tra le immagini filosofiche più suggestive emerse durante la serata anche quella che dà il titolo a un capitolo del volume: “Lo specchio che non specchia”.
Dialogando con un’intelligenza artificiale si ha spesso la percezione di incontrare un interlocutore. Il sistema restituisce il nostro linguaggio in forma ordinata, pertinente e talvolta sorprendente. Eppure, sostiene Pungitore, dietro quella superficie linguistica non compare un altro volto nel significato umano della parola.
C’è linguaggio. C’è efficacia. C’è coerenza. Ma la questione filosofica è se vi sia davvero qualcuno dall’altra parte. Ed è proprio questo paradosso a trasformare l’intelligenza artificiale in una straordinaria occasione per ripensare l’uomo. Perché, come sostiene il libro, mai come oggi una tecnologia capace di imitare alcune delle nostre funzioni cognitive ci aveva costretto a precisare che cosa appartenga invece alla dimensione irriducibile dell’esistenza. Non dunque una battaglia dell’uomo contro la macchina, ma un esercizio di distinzione.
Più le macchine diventano capaci di produrre prestazioni linguistiche e cognitive sofisticate, più diventa urgente comprendere che la dignità dell’uomo non può essere fatta coincidere semplicemente con la sua capacità di calcolare, scrivere o risolvere problemi. Nel libro la questione viene spinta fino alla sua conseguenza estrema: ciò che conta non è soltanto il pensiero prodotto, ma l’esistenza di “qualcuno” che pensa, sente, soffre, sceglie e si domanda perché stia facendo ciò che fa.
Una presentazione diventata dialogo
L’incontro ha progressivamente assunto la forma di un confronto con il pubblico, attraverso interventi, osservazioni e domande che hanno ampliato i temi proposti dall’autore.
Pungitore ha voluto ringraziare gli organizzatori della Pro Loco di Chiaravalle Centrale e il presidente Marcello Squillace, insieme ad Antonella Drosi, per l’organizzazione e l’attenzione riservata all’iniziativa.
Un ringraziamento è stato rivolto alla moderatrice Maria Patrizia Sanzo, che ha accompagnato il percorso della serata, e al professor Ulderico Nisticò, autore dell’introduzione all’incontro.
Particolarmente apprezzato anche il reading affidato a Lelah Kaur, che ha interpretato alcuni passaggi del libro con una lettura definita dall’autore attenta e sensibile.
Pungitore ha infine ringraziato i numerosi amici presenti, molti dei quali hanno voluto manifestare la propria vicinanza anche attraverso domande e interventi, e gli operatori della stampa che hanno seguito l’appuntamento.
Una serata dedicata all’intelligenza artificiale, dunque, che ha finito inevitabilmente per parlare soprattutto d’altro: dell’uomo.
Perché forse è proprio questo uno degli effetti più interessanti della rivoluzione tecnologica in corso. Quanto più le macchine imparano a fare cose che ritenevamo esclusivamente umane, tanto più siamo costretti a tornare alla domanda originaria.
Non soltanto: che cosa sapranno fare le macchine? Ma soprattutto: che cosa significa, per noi, continuare a essere umani?
ROMA (ITALPRESS) – Nella ventiquattresima puntata di “Power Talks, il potere della comunicazione”, format editoriale nato dalla collaborazione tra Italpress e Philia Associates, Jessica Nicolini intervista Umberto D’Oriano, responsabile marketing di Optima Italia, per capire come sta cambiando la comunicazione di un’azienda che ogni giorno entra nelle case e nella quotidianità di migliaia di persone. Negli ultimi quindici anni il paradigma si è completamente ribaltato. Il digitale, un tempo considerato quasi un’estensione della pianificazione tradizionale, oggi è diventato uno dei punti di partenza attraverso cui immaginare campagne, eventi e contenuti. Ma moltiplicare i canali non significa moltiplicare i messaggi. Per Optima la parola chiave è semplicità: costruire una comunicazione immediatamente comprensibile e talmente riconoscibile da poter essere associata al brand anche eliminandone il logo.
col3/mrv/azn
ROMA (ITALPRESS) – E’ morto oggi all’età di 98 anni il produttore cinematografico Fulvio Lucisano. Lo comunica la figlia Paola sui social network. Nato a Roma il 1 agosto del 1928, aveva fondato le società di produzione cinematografica Italian International Film e Lucisano Media Group. E’ stato inoltre presidente dell’Anica, l’Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche, dal 1998 al 2001.