Rettili pericolosi nascosti in casa nel Barese, una denuncia
BARI (ITALPRESS) – Diverse anaconda lunghe cinque metri, pitoni, boa e perfino un caimano nascosti in un locale seminterrato trasformato in un rettilario clandestino di animali esotici e pericolosi, occultato dietro una parete fittizia in una palazzina condominiale. È la scoperta effettuata dai Carabinieri del Nucleo CITES di Bari, con il supporto dei militari del Nucleo Carabinieri Parco di Altamura, nel corso di un’operazione di controllo del territorio finalizzata al contrasto della detenzione illegale di fauna esotica. L’intervento, eseguito nell’abitato di Sannicandro di Bari, ha portato alla luce la presenza di numerosi esemplari di rettili di grandi dimensioni, appartenenti a specie considerate potenzialmente pericolose per l’incolumità pubblica, nonché protette dalla Convenzione di Washington (CITES) che tutela le specie in pericolo di estinzione, detenuti illegalmente e in condizioni incompatibili con le loro esigenze etologiche. Tutti gli esemplari sono stati pertanto sottoposti a sequestro finalizzato alla confisca per l’illecita detenzione di specie protette e pericolose per la pubblica incolumità e sono stati affidati a strutture autorizzate, idonee a garantirne la corretta custodia, la sicurezza e il benessere. La loro detenzione è risultata riconducibile a un pluripregiudicato, al momento irreperibile, che è stato denunciato. La detenzione di animali esotici e particolarmente pericolosi in contesti malavitosi rappresenta un fenomeno di rilevante allarme sociale: in diversi casi, tali animali vengono utilizzati come strumento di intimidazione od ostentazione di potere criminale sul territorio, evidenziano gli investigatori. vbo/mca3 (fonte video: Carabinieri CITES)







CATANZARO (ITALPRESS) – Il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Catanzaro, insieme allo Scico della Guardia di Finanza, sta dando esecuzione a 15 misure cautelari nell’ambito di una indagine in materia di traffico di stupefacenti, con l’aggravante per gli indagati, tra le altre, di avere agito al fine di agevolare l’attività della “locale di Ariola”, articolazione territoriale della ramificata organizzazione di tipo mafioso denominata ‘ndrangheta radicata nel vibonese. L’operazione sta interessando tutto il territorio nazionale. vbo/mca3
ANCONA (ITALPRESS) – Gli agenti della Polizia di Stato – Sisco di Ancona, Servizio Centrale Operativo e Squadra Mobile di Macerata – dalle prime ore dell’alba stanno eseguendo 12 misure cautelari (8 in carcere e 4 agli arresti domiciliari) e 10 perquisizioni nei confronti di un’associazione criminale armata che ha introdotto nel territorio delle Marche tonnellate di stupefacenti pubblicizzati e venduti on line, come nei negozi e-commerce. Attraverso un canale di messaggistica istantanea “La sacra famiglia”, i clienti, dopo avere inviato una copia del proprio documento di identità come garanzia, acquistavano droga (hashish e cocaina) all’ingrosso, con possibilità di scegliere tra i menù di stupefacente e ricevere la consegna a domicilio, con una parola d’ordine segreta, tramite corrieri express, che guadagnavano fino a 5 mila euro al mese. L’organizzazione garantiva la possibilità di lasciare una recensione per attestare la qualità della droga e la puntualità del servizio di consegna. Alla prima consegna, per testare l’affidabilità del cliente, i corrieri andavano armati di pistola. L’associazione criminale garantiva assistenza legale ed economica agli associati detenuti considerati fedeli, ma organizzava pestaggi all’interno degli istituti penitenziari contro quelli ritenuti infedeli. Il capo del gruppo, chiamato “Padre” dagli associati, aveva costretto un uomo a lanciarsi da un auto in corsa in autostrada dopo uno scambio di droga finito male in Puglia, o provato ad uccidere i cani di un nuovo associato divenuto traditore.
BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “Quello della Commissione europea è un approccio fatto di luci e ombre, soprattutto su materie tecnologiche che evolvono molto più rapidamente della legislazione”. Così l’eurodeputato della Lega Paolo Borchia, in un’intervista alla Italpress, sul ruolo dell’UE nella regolazione del settore tecnologico. Secondo Borchia “l’ideale sarebbe adottare un approccio maggiormente flessibile”, evitando interventi troppo incisivi che “non fanno al caso nostro né dei consumatori”. Per l’esponente leghista, il rischio è quello di cadere in un eccesso normativo: “Tra ipernormazione e vuoto normativo il passo è breve, ed è proprio questa deriva che dobbiamo evitare”.
BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) -“Con grande fiducia nei confronti dell’innovazione dovremmo stabilire regole certe, perché la deregolamentazione trasforma questo tipo di strumento straordinario di crescita in un’occasione di affermazione del principio del più forte: la regola del più forte non garantisce che chi è più potente abbia sempre ragione o rispetti i diritti dei più deboli”. Così l’eurodeputato del Partito Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) Leoluca Orlando, sottolineando l’impegno a rafforzare una sovranità europea in campo digitale.