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“Cùntami” raddoppia in Via De Luca: la bellezza tra passato, futuro e l’arte dell’ascolto con Antonella Beatrice Bongarzone

Il viaggio di “Cùntami – Storie di bellezza”, la rassegna ideata e condotta dal giornalista Domenico Marcella, è proseguito con uno straordinario secondo appuntamento. Nella suggestiva cornice di Via De Luca, incastonata nel cuore del centro storico di Palermiti, la comunità si è ritrovata ancora una volta per condividere una serata di profonda riflessione e valore culturale. Ospite della serata è stata Antonella Beatrice Bongarzone, docente presso l’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria e direttrice della Biblioteca Casa Museo Gullo di Casali del Manco. Con la sua travolgente ironia, grande simpatia e un’umiltà genuina, la professoressa Bongarzone, che ha ironicamente sottolineato di preferire il titolo istituzionale di “Direttore” per indicare la funzione e il ruolo piuttosto che il genere, ha saputo conquistare fin dalle prime battute l’attenzione e l’affetto del folto pubblico presente. Guidata dalla sensibilità di Domenico Marcella, la conversazione ha intessuto un dialogo intenso tra vita personale, impegno professionale, territorio e futuro, fondato sulla convinzione che antico e contemporaneo non siano dimensioni opposte, ma linguaggi paralleli capaci di compensarsi e arricchirsi a vicenda. La tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale regionale sono state ripercorse attraverso tappe di grande fascino, compresa una parentesi avvincente dedicata al mistero dei Bronzi di Riace: dalle ipotesi sull’esistenza di una terza statua al doloroso tema dei reperti trafugati e dispersi nel mercato clandestino prima dell’intervento delle autorità. Nel corso dell’incontro si è riflettuto a lungo anche sul valore della bellezza, per troppo tempo considerata un lusso per pochi e che deve invece tornare a essere uno strumento accessibile a tutti per nutrire la conoscenza. Richiamando la celebre massima di Dostoevskij «La bellezza salverà il mondo», la professoressa Bongarzone ha offerto una chiave di lettura profonda: la bellezza da sola non basta a salvare il mondo; può ispirare, consolare e indicare una direzione, ma il vero cambiamento richiede responsabilità etica e impegno civile. Non è mancata una brillante provocazione linguistica e storica, quando si è affrontata la pessima abitudine contemporanea di definire genericamente ogni centro interno come “borgo”. Un inciso su cui la prof.ssa Bongarzone ha voluto far chiarezza: la Calabria è una terra fatta storicamente di paesi e casali, legati alla vita contadina, alla struttura sociale della terra e all’aggregazione comunitaria. Ridurre questa ricchezza identitaria alla moda di marketing del “borgo” rischia di svuotare i luoghi della loro storia reale. Da qui l’invito accorato all’Amministrazione comunale e al Sindaco affinché si continui a investire sulle autentiche potenzialità e sulle peculiarità storiche del paese. Tra i momenti più toccanti, il racconto del rapporto con gli studenti dell’Accademia: «Dai giovani ho imparato soprattutto una cosa: l’ascolto», ha confidato Antonella Beatrice Bongarzone. «In un mondo in cui le parole si sovrappongono sempre e ognuno cerca di prevaricare l’altro, l’ascolto è una ricchezza immensa. Ed è la stessa ricchezza che ho trovato alla base di questa rassegna qui a Palermiti». Alla domanda finale di Domenico Marcella su cosa portasse con sé da questo incontro, la docente ha risposto con emozione: «Porto con me l’accoglienza straordinaria di Palermiti, l’affetto, la grande attenzione e gli applausi spontanei di questa sera. Spesso si dice che “nemo propheta in patria”, ma qui a Palermiti mi sono sentita a casa e amata». Come da tradizione formativa della rassegna, l’autore Domenico Marcella ha scelto di affidare la conclusione della serata a una “voce terza” del luogo: Vincenzo Sica, libero pensatore oggi in pensione, che con la sua spiccata dialettica e simpatia ha regalato al pubblico un ultimo momento di acuta e genuina condivisione. La seconda tappa di “Cùntami” si chiude con una certezza: il racconto della bellezza appartiene a tutti e serve, soprattutto, a ricordarci che certe storie, per restare vive, vanno ascoltate insieme.
Dopo aver restituito, nella prima serata, una piazza alla sua comunità, “Cùntami” questa volta ha provato a fare qualcosa di diverso ma altrettanto necessario: insegnare a guardare ciò che abbiamo intorno con occhi nuovi. Perché la bellezza non è soltanto ciò che vediamo. È ciò che impariamo a riconoscere, a comprendere e, infine, a difendere.
E forse è proprio questo il senso più autentico di “Cùntami”: raccontare storie di bellezza perché una comunità, ascoltandole, possa tornare a riconoscere la propria.
Maria Luisa Iezzi

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Squillace Lido, XIX edizione di “Golfo in festa”: due serate di gusto, tradizione e solidarietà

La XIX edizione di Golfo in festa, svoltasi l’11 e il 12 agosto nel piazzale antistante la chiesa di San Nicola Vescovo, ha confermato ancora una volta la capacità della comunità di Squillace Lido di trasformare l’estate in un’occasione di incontro, condivisione e partecipazione. La manifestazione, organizzata dalla parrocchia guidata da padre Piero Puglisi insieme al vicario don Andrea Arcuri, ha richiamato residenti, turisti e visitatori dei villaggi vicini, offrendo un clima di festa semplice e autentico, radicato nella tradizione e aperto alla convivialità. Il cuore dell’evento è stato, come sempre, l’aspetto gastronomico, curato con dedizione dalle donne della parrocchia e dai cuochi della Fondazione Città Solidale, da anni partner della comunità nella realizzazione della festa. Oltre 1500 persone hanno potuto degustare piatti tipici che raccontano l’identità del territorio: dalla tradizionale pasta ceci e finocchietto selvatico ai panini con salsiccia e wurstel accompagnati da verdure, dalle crepes alla frutta fresca, fino alle bibite che hanno rinfrescato le due serate. Molto atteso, nella seconda giornata, il cuoppo di gamberi e calamari e il panino con pesce spada, vere specialità che hanno arricchito l’offerta culinaria e attirato numerosi visitatori. La festa non si è limitata al gusto, ma ha intrecciato musica, cultura e spettacolo. Le esibizioni live di Anna La Croce e Vittorio Vono hanno animato la piazza con canti, balli e cori che hanno coinvolto il pubblico in un clima di allegria spontanea. A impreziosire la manifestazione è stato anche il momento culturale con il teatro “Re Pipuzzu fattu a manu”, melologo calabrese scritto, diretto e interpretato da Dario De Luca, accompagnato dalle musiche dal vivo di Gianfranco De Franco; un racconto teatrale che ha portato sul palco tradizioni, linguaggi e sensibilità della nostra terra. Quest’anno la festa ha assunto un significato ancora più profondo grazie alla sua finalità solidale. Il ricavato delle vendite dei prodotti culinari contribuirà infatti a completare le rifiniture della nuova chiesa, consacrata lo scorso dicembre nel quartiere marinaro. Un obiettivo condiviso che ha mobilitato l’impegno di quaranta volontari, soddisfatti per la riuscita delle serate e per la risposta calorosa della comunità. Golfo in festa si è confermata così non solo come appuntamento estivo di tradizione e divertimento, ma come un vero gesto collettivo di solidarietà. Due serate che hanno unito gusto, musica, cultura e impegno, rafforzando legami di amicizia e offrendo a tutti un’occasione per sentirsi parte di una comunità viva e generosa.
Carmela Commodaro

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Squillace e la Dormitio Virginis: quando il 15 agosto la Calabria parla la lingua di Costantinopoli

Il 15 agosto, a Squillace, il tempo sembra sospendere il suo corso normale per riannodare i fili di una storia antica e profondamente radicata. È la giornata in cui la tradizione romana celebra la solennità dell’Assunzione di Maria e in cui la comunità festeggia anche la dedicazione della sua concattedrale. Eppure, sotto le navate e tra le pietre di questa storica città calabrese, l’aria d’agosto profuma di un’eredità ancora più remota e affascinante, quella della Dormitio Virginis, la grande festa che il mondo bizantino consacra al transito della Madre di Dio. Nella Cappella dell’Assunzione della Beata Vergine Maria, la cui presenza è attestata nei documenti almeno tra il 1703 e il 1705, è custodito un prezioso simulacro ligneo. Nonostante sia un’opera di età moderna, questa scultura conserva intatta una forma iconografica squisitamente orientale, facendosi interprete di una memoria immateriale che ha attraversato i secoli e le generazioni. L’origine di questo culto non si lascia definire con un’esatta precisione cronologica, ma trova il suo terreno più autentico nel lungo periodo compreso tra l’VIII e il XI secolo, quando la diocesi di Squillace seguiva il rito greco ed era direttamente subordinata al Patriarcato di Costantinopoli. A differenza dell’arte occidentale, che già tra il X e l’XI secolo ha iniziato a raffigurare la Vergine accolta in Cielo già assunta in anima e corpo, le Chiese d’Oriente hanno prediletto fin dalla Tarda Antichità la rappresentazione della Dormitio. In essa si contempla il transito di Maria, il suo addormentarsi circondata dagli Apostoli e avvolta dalla tenerezza del Figlio, che ne raccoglie l’anima come un’infantina. Questa divergenza iconografica non è un semplice dettaglio estetico, ma nasce da una diversa sensibilità teologica e da una differente concezione della memoria liturgica: se l’Occidente celebra il compimento glorioso della Salvezza, l’Oriente contempla il mistero della morte come il passaggio dolce e luminoso verso la vita eterna. Nel rito bizantino la Dormitio Virginis costituisce una delle Dodici Grandi Feste dell’anno liturgico. Il fatto che a Squillace questa memoria combaci con le celebrazioni dell’Assunzione dimostra come la Calabria sia stata nel tempo uno straordinario laboratorio di sintesi e di incontro tra culture e sensibilità spirituali diverse. Questa profonda impronta orientale affonda le sue radici nella storia politica e religiosa del Mediterraneo. All’indomani della guerra greco-gotica, la Calabria entrò stabilmente nell’orbita dell’Impero Romano d’Oriente e Squillace, prezioso presidio del versante ionico, divenne parte integrante del Tema di Calabria. In quella stagione la città non era un’isolata periferia, ma un centro vitale del mondo bizantino, dove il rito greco si affermò come forma liturgica ufficiale, la lingua greca risuonava nei documenti e nei sacri uffici, e la vita spirituale era scandita dalla presenza del monachesimo orientale, dagli asceti e dai padri basiliani. Un contributo decisivo a questa feconda mediazione culturale era stato offerto, ancora prima, da una delle figure più illustri della terra squillacese, cioè Cassiodoro. Dopo una brillante carriera politica alla corte di Ravenna, Cassiodoro fece ritorno nella sua terra natìa per fondare il Vivariense, un celebre centro di studio e di copiatura dei codici sacri e classici. Attraverso la sua opera, egli introdusse in Calabria la spiritualità monastica orientale, valorizzò la lectio divina secondo la tradizione greca e plasmo un modello di pensiero capace di dialogare apertamente con i Padri della Chiesa d’Oriente, rendendo il Vivarense un vero e proprio ponte tra la cultura latina e quella bizantina. Oggi, mentre la comunità celebra la festa del quindici agosto, la presenza del simulacro della Dormitio nella sua cappella appare come una traccia viva e concreta di quell’orizzonte spirituale. Le rappresentazioni della Dormitio nell’arte sacra squillacese non sono semplici reperti del passato, ma un filo rosso che lega la sensibilità moderna della Calabria all’Oriente cristiano. La Dormitio Virginis di Squillace è un frammento di storia mediterranea, una testimonianza tangibile della pluralità di riti, teologie e linguaggi che hanno arricchito questa terra. Custodire questo simulacro e rinnovarne il culto significa preservare un’eredità che parla di dialogo e di integrazione, ricordando che Squillace, pur essendo una piccola città, racchiude una storia grande e plurale, capace di parlare correntemente il greco, il latino e i molteplici linguaggi del Mediterraneo.
Carmela Commodaro

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NOI CHE… 2026: LUCIANO GAGGIA E CICCIOLINA ACCENDONO LA NOTTE DI SOVERATO

Al Mama’s Beach Club lunedì 17 agosto torna la festa più longeva d’Italia dedicata agli anni ’80, tra grandi ospiti, musica, scenografie e un viaggio negli anni ’80 e ’90.

SOVERATO – Una leggenda della consolle e un’icona assoluta della cultura pop degli anni Ottanta. Sono Luciano Gaggia e Ilona Staller, in arte Cicciolina, i due nomi che accendono l’edizione 2026 di NOI CHE… Amiamo gli Anni ’80, la festa a tema anni Ottanta più longeva d’Italia, pronta a tornare lunedì 17 agosto in una delle location più suggestive dell’estate: il Mama’s Beach Club di Soverato.

Un appuntamento che negli anni è diventato un vero fenomeno, capace di richiamare il grande pubblico amante degli anni ’80 e che anche quest’anno si prepara a trasformare una notte d’estate in una grande macchina del tempo, attraversando musica, personaggi, costume, immaginario e tutto ciò che ha reso irripetibili quei mitici anni.

E per questa edizione NOI CHE… ha scelto di alzare ancora una volta l’asticella.

LUCIANO GAGGIA, UNA VITA DI NOTTI

Il primo grande protagonista di NOI CHE… 2026 è Luciano Gaggia, autentico punto di riferimento del clubbing italiano e uno dei personaggi che hanno contribuito a scrivere la storia della notte dagli anni Settanta a oggi.

Gaggia ha iniziato il proprio percorso alla fine degli anni Settanta tra radio locali e discoteche del Veneto, arrivando nei primi anni Ottanta alla mitica Discoteca Nordest, uno dei locali simbolo della nightlife italiana.

Da allora sono trascorsi oltre 45 anni di musica, migliaia di serate e una carriera che lo ha portato nei più importanti club e palcoscenici internazionali, da Ibiza a Miami, da Londra alla Germania, dall’Austria alla Svizzera fino all’Azerbaigian.

Ma definirlo semplicemente DJ sarebbe riduttivo. Gaggia ama definirsi un “musicante”: un interprete della consolle capace di trasformare la musica in spettacolo, mescolando selezione musicale, intrattenimento, ironia e rapporto diretto con il pubblico.

A raccontare una vita intera dedicata alla musica c’è anche una collezione impressionante: oltre 25.000 vinili e più di 7.000 CD originali, un patrimonio che testimonia decenni di ricerca e passione.

Il suo motto è diventato quasi una filosofia: “Divertito io, divertiti tutti.”

Ed è difficile immaginare una frase più adatta allo spirito di NOI CHE….

E POI ARRIVA CICCIOLINA

Se Gaggia rappresenta la storia della notte e della musica, l’altro grande nome dell’edizione 2026 arriva direttamente dall’immaginario più irriverente degli anni Ottanta.

Ilona Staller, in arte Cicciolina, sarà infatti la superospite di NOI CHE… 2026.

Icona pop, personaggio televisivo, protagonista del cinema e figura capace di attraversare costume e politica, Cicciolina è stata una delle presenze più riconoscibili e provocatorie dell’Italia degli anni Ottanta.

La sua storia è inseparabile da un’epoca nella quale televisione, spettacolo, trasgressione e politica cominciavano a incontrarsi in modo completamente nuovo. Una parabola che l’ha portata anche in Parlamento, rendendola un personaggio entrato a pieno titolo nell’immaginario collettivo italiano.

La sua presenza a NOI CHE… non è dunque soltanto quella di un’ospite: è un incontro diretto con una delle figure che più hanno incarnato lo spirito irriverente, anticonformista e provocatorio degli anni Ottanta.

E proprio questo sarà uno degli elementi distintivi dell’edizione 2026.

UNA NOTTE TRA MUSICA, POP CULTURE E MACCHINA DEL TEMPO

Accanto a Gaggia e Cicciolina, la notte di NOI CHE… vedrà protagonisti Januaria Carito con le sue performance live, Freddy e Andrea Tassoni, all’interno di una lineup che accompagnerà il pubblico in un viaggio musicale e spettacolare attraverso due decenni entrati nella memoria collettiva.

Ma NOI CHE… non sarà soltanto musica.

Il tema scelto per questa edizione guarda infatti anche all’Italia degli anni Ottanta e Novanta, alla politica, ai manifesti elettorali, ai personaggi, ai simboli, ai costumi e ai tabù di un’epoca nella quale la comunicazione politica e quella televisiva erano già parte integrante dell’immaginario popolare.

Il pubblico sarà invitato ancora una volta a diventare parte dello spettacolo, con costumi, riferimenti, scenografie ed elementi capaci di ricreare quella particolare atmosfera che ha reso NOI CHE… un appuntamento unico nel suo genere.

A fare da cornice sarà il Mama’s Beach Club di Soverato, location scelta per il 2026: uno spazio che permetterà alla festa di ampliare ulteriormente la sua dimensione spettacolare e di trasformare la notte del 17 agosto in una vera esperienza immersiva.

LA FESTA CHE CONTINUA A FARE STORIA

Dopo tanti anni, NOI CHE… continua così a fare quello che sa fare meglio: riportare insieme il pubblico dentro un’epoca che non smette di generare musica, personaggi, mode e ricordi.

Ma l’edizione 2026 vuole andare oltre il semplice amarcord. Gaggia e Cicciolina rappresentano due facce diverse e complementari di quegli anni: da una parte la notte, le discoteche e la musica; dall’altra la televisione, il costume, la provocazione e una società che cambiava rapidamente.

Due mondi che si incontreranno sullo stesso palco, nella stessa notte.

Lunedì 17 agosto Soverato sarà dunque il punto d’incontro di una grande comunità che, per una notte, tornerà a parlare la lingua degli anni Ottanta e Novanta.

Il conto alla rovescia è quasi finito.

INFO E TICKET

I biglietti per NOI CHE… Amiamo gli Anni ’80 – Edizione 2026 sono disponibili online sulla piattaforma ClubReservation:

🎟 https://clubreservation.app/evento.php?id_evento=316

Ma il NOI CHE… mantiene anche una delle sue consuetudini più riconoscibili: le storiche prevendite cartacee.

La prevendita è disponibile presso:

📍 Il Gianduiotto – Porto, Catanzaro Lido
📍 Timberland – Centro Commerciale Le Fontane
📍 DaDaDa – Montauro
📍 Pacifico – Soverato

È inoltre possibile riservare il proprio tavolo contattando il numero 345.9261154, anche su WhatsApp.

UNA NOTTE DESTINATA AD ENTRARE NELLA STORIA.

Tutte le info sul sito ufficiale di Noi Che:  https://noiche.com/2025/?page_id=7

E sui canali social ufficiali dell’evento: @noiche_amiamoglianni80 (Instagram) e https://www.facebook.com/noicheacatanzaro (Facebook).

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Niente sorprese in Coppa Italia: avanti Fiorentina, Monza, Parma e Cagliari

Niente sorprese in Coppa Italia: avanti Fiorentina, Monza, Parma e Cagliari

ROMA (ITALPRESS) – Dopo il prologo del turno preliminare, la Coppa Italia torna in scena con i trentaduesimi e le prime squadre di serie A in campo non tradiscono le attese. A partire dalla Fiorentina, che dopo un mercato scoppiettante si presenta al Franchi e liquida la pratica Benevento (4-1), dando appuntamento nei sedicesimi a una fra Pisa ed Empoli. I viola la sbloccano dopo poco più di un minuto: palla recuperata sulla trequarti sannita, Atta mette in mezzo dalla sinistra e Gudmundsson tutto solo stacca di testa. Al 35′ altro cross, stavolta dalla sinistra a firma Joao Mario, e Kean insacca con una bella girata. Nella ripresa Ranieri sugli sviluppi di un calcio d’angolo e Ndour sull’assist di Brescianini arrotondano il risultato, mentre Lamesta rende solo meno pesante il passivo per i suoi.
Avanza anche il nuovo Monza di Juric, che al Brianteo stende 3-0 l’Avellino. Si prende la scena Varela, che prima la sblocca al 23′ con la complicità di una deviazione di un difensore irpino e poi, allo scadere del primo tempo, deve solo appoggiare in rete dopo l’ottimo lavoro di Cutrone. Lo stesso Cutrone nella ripresa ispira il tris di Forson, con un’imbucata centrale che l’inglese finalizza. Ora per i brianzoli la vincente di Torino-Carrarese. Aspettando l’ultimo acquisto Romero, il Parma scopre Simone Lontani. Classe 2008, è lui il grande protagonista del 2-0 al Catania al Tardini, con una doppietta che regala ai ducali il passaggio del turno dove se la vedranno con una fra Cremonese e Sampdoria. Il 18enne attaccante sblocca il risultato al 19′: sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Troilo prolunga il pallone sul secondo palo e Lontani è bravo a farsi trovare pronto, firmando il suo primo gol con la maglia del Parma. Al 35′ arriva anche il raddoppio. Grande spunto sulla destra di El Bilal Tourè e palla in mezzo dove Lontani colpisce al volo e batte l’ex Rinaldi. Avanti anche il Cagliari, che fatica però più del previsto per piegare la resistenza dell’Arezzo neo promosso in B: 1-0 grazie al rigore trasformato da Deiola al 23′ al secondo tentativo, dopo che il primo era stato parato da Nunziante. Sulla strada dei sardi ora una fra Verona e Virtus Entella.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Tamberi oro e Sioli bronzo nell’alto agli Europei, Desalu a medaglia nei 200

Tamberi oro e Sioli bronzo nell’alto agli Europei, Desalu a medaglia nei 200

BIRMINGHAM (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – L’Italia conquista altre tre medaglie agli Europei di atletica in corso a Birmingham. Due di queste arrivano nel salto in alto: Gianmarco Tamberi centra l’oro con la misura di 2,32, mentre Matteo Sioli è di bronzo saltando a 2.27, prima di rinunciare per un problema fisico dopo il primo errore a 2.30. L’argento va all’ucraino Oleh Doroshchuk, che si ferma a 2.30 dopo aver fallito i tre salti a 2.32. Si tratta del quarto titolo europeo outdoor per Tamberi dopo Amsterdam 2016, Monaco 2022 e Roma 2024. Eliminato Christian Falocchi (2.18) dopo aver fallito tre salti a 2.23, mentre Edoardo Stronati realizza tre nulli a 2.18.
Poco dopo festeggia Fausto Desalu, medaglia di bronzo ex aequo con lo svizzero Timothè Mumenthaler nei 200 metri piani. L’azzurro corre in 20″26, preceduto dal tedesco Owen Ansah, oro in 19″95, e dal britannico Zharnel Hughes, argento in 20″16. Settimo posto per Filippo Dezza in 20″58.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Battocletti regina europea del mezzofondo, oro anche nei 10.000

Battocletti regina europea del mezzofondo, oro anche nei 10.000

BIRMINGHAM (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – Nadia Battocletti conquista la medaglia d’oro nei 10.000 metri donne agli Europei di atletica in corso a Birmingham. La mezzofondista trentina, già vincitrice sui 5.000 pochi giorni fa, trionfa in 31’41″17 (personale stagionale), confermandosi campionessa europea a due anni da Roma 2024, difendendo quindi anche il titolo sulla distanza più lunga in pista nella quale è anche argento olimpico in carica. Alle sue spalle si piazza l’olandese Maureen Koster (31’45″76) davanti alla belga Jana van Lent, bronzo (31’47″81). Quinto posto per un’ottima Elisa Palmero (32’00″06), appena davanti a Federica del Buono (32’01″42). “Forse non mi rendo conto ancora del livello a cui sono, dovrei essere un pò meno accondiscendente e dirmi che sono davvero forte – le parole della regina europea del mezzofondo – Sono stata felice perchè ai Mondiali di Tokyo 2025 nei 10.000 mi hanno messo molto più a dura prova. E’ stata una bellissima giornata, mi sono divertita un sacco – aggiunge Battocletti -. Sicuramente il recupero non era così elevato, ma sono felice di aver lavorato bene questo mese. Le altre hanno fatto una gara un pò più importante rispetto ai 5.000 e questo mi ha esaltato. Volevo fare un paio di azioni ma mi hanno preceduto e le ho lasciate fare. La corona a mio padre? Sono a questo livello grazie anche a lui, che ha creato tutto il mio staff. Sono davvero felice che lui mi segua, mi capisce all’istante”. 
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

La Cina elabora un piano d’azione per migliorare la qualità dell’aria

La Cina elabora un piano d’azione per migliorare la qualità dell’aria

PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – La Cina sta elaborando un nuovo piano d’azione per un miglioramento duraturo della qualità dell’aria, ponendo l’accento su standard di qualità più elevati e su politiche più mirate e specifiche per le diverse regioni, secondo quanto dichiarato ieri da un funzionario.

Il piano renderà più stringente il limite di concentrazione del PM2,5, con vincoli più rigidi anche per altri inquinanti, tra cui PM10, anidride solforosa e ossidi di azoto, ha spiegato Xu Bijiu, vice ministro dell’Ecologia e dell’Ambiente, durante un briefing con la stampa tenuto dall’Ufficio informazioni del Consiglio di Stato.

Il piano mira ad adattare il controllo dell’inquinamento alle condizioni locali. Le aree chiave, tra cui la regione Pechino-Tianjin-Hebei e le zone circostanti, nonchè la regione del delta del fiume Yangtze e la pianura di Fenwei, manterranno controlli rigorosi.

Gli agglomerati urbani lungo il corso medio del fiume Yangtze, la regione Chengdu-Chongqing e alcune aree della regione autonoma dello Xinjiang uiguro saranno designate come aree di intervento intensificato, con misure complessive di controllo dell’inquinamento allineate a quelle adottate nelle regioni chiave.

La Greater Bay Area di Guangdong-Hong Kong-Macao, così come le province del Fujian e di Hainan, fungeranno da regioni pioniere, puntando a standard di livello mondiale ed esplorando nuovi approcci per ottenere ulteriori miglioramenti della qualità dell’aria.

Il piano si concentrerà inoltre sull’ottimizzazione delle strutture industriali, energetiche e dei trasporti, sul rafforzamento del controllo dell’inquinamento nei settori chiave e sull’aggiornamento degli standard sulle emissioni e delle politiche di sostegno, secondo Xu.

Negli ultimi anni la Cina ha compiuto progressi significativi nel miglioramento della qualità dell’aria. La concentrazione media annua di PM2,5, un indicatore chiave della qualità dell’aria, è scesa a 28 microgrammi per metro cubo nel 2025, in calo del 59% rispetto al 2013, mentre la percentuale di giorni con forte inquinamento atmosferico è scesa allo 0,9%, con entrambi gli indicatori ai migliori livelli mai registrati.

Nonostante i progressi, permangono delle sfide, poichè i miglioramenti nel controllo dell’inquinamento atmosferico sono ancora “insufficienti, instabili e disomogenei”, ha sottolineato Xu.

Il nuovo piano è stato presentato in un momento in cui la Cina sta intensificando i propri sforzi in materia di sostenibilità ambientale. Un piano pubblicato di recente per la realizzazione di una “Bella Cina” durante il periodo del 15esimo Piano quinquennale (2026-2030) ha sollecitato un miglioramento complessivo della qualità dell’ambiente ecologico entro il 2030.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-

Immobile si ritira “Scelta difficile ma voglio stare con la mia famiglia”

Immobile si ritira “Scelta difficile ma voglio stare con la mia famiglia”

PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – Ciro Immobile dice basta. L’attaccante italiano classe 1990 ha annunciato, insieme al Paris FC, la decisione di chiudere la sua carriera da calciatore professionista dopo 17 anni ai massimi livelli. Campione d’Europa con la Nazionale nel 2021, Scarpa d’Oro nel 2020 e quattro volte capocannoniere della Serie A, Immobile appende le scarpette al chiodo con un palmares prestigioso: in oltre 650 partite disputate ha realizzato più di 320 gol, conquistando anche il titolo di miglior marcatore dell’Europa League nel 2020. Arrivato al Paris FC nel gennaio 2026, Immobile aveva scelto il club francese per vivere gli ultimi mesi di una carriera straordinaria. “Ciro Immobile è una leggenda, un giocatore eccezionale che ha segnato diverse generazioni”, l’omaggio del club francese nell’annunciarne l’addio al calcio. “E’ un momento difficile per me, è la fine di una bellissima parte della mia vita – le parole con cui Immobile ha comunicato la sua scelta ai compagni di squadra – Amo questo lavoro, davvero. Ho dato tutto il mio cuore. Ma voglio essere onesto con me stesso. Qui mi sono trovato benissimo con tutti, anche col nuovo allenatore, ma ora è il momento di passare un pò più di tempo con la mia famiglia. Mi hanno sempre supportato in questi 17 anni e ora loro hanno bisogno di me. Non siate tristi per me, è l’inizio di una nuova avventura, di nuovi progetti per il futuro”. Per Immobile – che in carriera ha indossato tra le altre le maglie di Genoa, Torino, Borussia Dortmund, Lazio, Besiktas e Bologna – si apre così un nuovo capitolo.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).