Cina, Jackie Chan reinventa la Turandot con kung fu ed estetica cinese
GUANGZHOU (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Accompagnati da tre minuti di musica tradizionale cinese coi tamburi, degli artisti marziali armati di lance, spade e altre armi tradizionali si sono affrontati sul palco in uno straordinario spettacolo di coreografia e combattimenti. La performance ha aperto la prima mondiale dell’edizione del centenario della Turandot la sera dell’8 maggio alla Guangzhou Opera House, nella città meridionale cinese di Guangzhou.
La nuova produzione segna il debutto alla regia operistica dell’attore cinese Jackie Chan, riunendo importanti team creativi provenienti da Cina, Italia e diversi altri Paesi per reinterpretare l’opera classica attraverso un linguaggio visivo contemporaneo.
“Turandò mi ha mostrato nuove possibilità di espressione artistica”, ha affermato Chan. “Volevo portare sul palcoscenico dell’opera il ritmo cinematografico, l’estetica del movimento, la profondità emotiva e lo spirito della cultura orientale”.
Chan ha affermato di sperare di trasformare il kung fu in un linguaggio teatrale in grado di esprimere conflitto, oppressione ed emozioni nascoste dei personaggi.
Nella produzione, le arti marziali cinesi si intrecciano direttamente nella struttura narrativa dell’opera, fungendo da espressione fisica dell’emozione, del destino e della lotta interiore. Mentre il personaggio Calaf esprime i propri sentimenti attraverso il canto, un artista marziale che rappresenta la sua “anima” riflette quelle emozioni attraverso movimenti e sequenze di combattimento sul palco.
Il formato innovativo ha colpito i membri del team operistico internazionale.
“Sul palco ci sono le versioni cantate di Turandot e Calaf, ma anche personaggi simbolici ‘dell’animà che li rappresentano”, ha affermato il direttore d’orchestra Enrique Mazzola. “Questo dà all’opera una presentazione artistica completamente nuova, ricca di sensibilità poetica orientale”. Il direttore ha aggiunto che Cina e Italia condividono profonde tradizioni culturali e affinità artistiche che possono ispirarsi a vicenda.
Il direttore esecutivo Virginio Levrio ha dichiarato che la cultura cinese costituisce il fondamento della storia stessa. Anzichè limitarsi a sovrapporre alla produzione motivi visivi orientali, ha affermato, la nuova versione incorpora elementi come la filosofia confuciana, il tai chi e le tradizionali arti marziali cinesi, con l’obiettivo di reinterpretare l’opera per un pubblico più giovane servendosi di tecniche di narrazione cinematografica.
Al termine dello spettacolo, il pubblico ha reagito con lunghi applausi e acclamazioni, spingendo cast e troupe a tornare più volte sul palco per i saluti finali.
Per il cast principale, prendere parte alla nuova produzione aveva un significato simbolico.
“Esattamente 100 anni fa, Turandot debuttava a Milano. Cento anni dopo, presentiamo questa nuova versione a Guangzhou, la patria culturale della storia stessa”, ha affermato il soprano Ewa Plonka, che interpreta il ruolo di Turandot. “E’ un grande onore”.
Dopo la prima di Guangzhou, la tournèe farà tappa in diverse città cinesi, tra cui Xiamen e Chengdu, prima di arrivare in Italia, patria del compositore Giacomo Puccini. L’opera dovrebbe inoltre aprire la 72esima edizione del Festival Puccini.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-







ROMA (ITALPRESS) – “Oggi abbiamo fatto il punto sul lavoro svolto dal governo Meloni per le politiche di sviluppo del Mezzogiorno. La madre di tutte le misure naturalmente è stata la ZES unica del Mezzogiorno che ha lavorato come un vero e proprio acceleratore. 179 le autorizzazioni uniche in deroga concesse soltanto nella regione Sicilia per quasi 800 milioni di euro di investimenti e quasi 1.800 posti di lavoro nuovi ogni anno. 2,5 miliardi per i quali è stato concesso il credito d’imposta nella sola Sicilia dimostrano la bontà di una misura che tende a cancellare anni di politiche di assistenzialismo per favorire politiche di sviluppo concreto”. Lo ha detto il deputato di Fratelli d’Italia, Carolina Varchi, responsabile per le Politiche del Mezzogiorno, a margine della conferenza in Senato da lei promossa “Sicilia – Sfida Mediterranea”. “Questa è la cifra di questo governo e questo è il lavoro che noi vogliamo portare avanti in sinergia con chi rappresenta gli industriali, con chi rappresenta il tessuto produttivo, convinti come siamo che il Sud sia già ripartito, e lo dicono i dati macroeconomici di riduzione del divario tra Nord e Sud, e possa ancora fare moltissimo”, ha aggiunto.






MESSINA (ITALPRESS) – “Noi dobbiamo assolutamente ripristinare, dichiarare delle condizioni di adattabilità, perché in alcuni casi il ripristino totale non è più possibile, ma un utilizzo diverso con un ripristino è possibile”. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, oggi in visita alla Zona Falcata di Messina insieme al candidato sindaco Marcello Scurria, alla vicesindaca designata Matilde Siracusano e ai rappresentanti della coalizione di centrodestra e delle liste civiche. “Ho visto il programma di Marcello e naturalmente non solo perché sono qui in campagna elettorale a suo sostegno, lo condivido, perché è nell’ottica proprio di ridare alla città, al territorio, la vivibilità di questa grande area. Dare la vivibilità vuol dire permettere che sia fruibile, che sia ripristinata in una condizione il più possibile di equilibrio ambientale e quindi di beneficio complessivo”.