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Cina, rimandato il lancio della sonda lunare Chang’e-7

Cina, rimandato il lancio della sonda lunare Chang’e-7

WENCHANG (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – La sonda lunare cinese Chang’e-7 non soddisfa le condizioni di lancio, che pertanto non potrà avvenire durante la finestra prevista per quest’anno, ha dichiarato ieri la China Manned Space Agency.

La valutazione è stata condotta nel rispetto dei principi di prudenza, affidabilità e assoluto successo della missione, ha affermato l’agenzia.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-

Frattesi subito protagonista, la Lazio vince 1-0 a Bologna

Frattesi subito protagonista, la Lazio vince 1-0 a Bologna

BOLOGNA (ITALPRESS) – La Lazio ottiene una preziosa vittoria in casa del Bologna nella prima giornata di Serie A e si mette alle spalle la brutta eliminazione dalla Coppa Italia per mano del Mantova: termina 0-1 grazie alla rete del nuovo acquisto Frattesi nel secondo tempo. Per la sua prima partita nel campionato italiano, Tedesco sorprende tutti preferendo dal primo minuto Odgaard a Bernardeschi, mentre in attacco ci sono Piccoli e Cambiaghi con Dovbyk e Rowe in panchina. Anche Gattuso cambia i piani rispetto alla vigilia lasciando in panchina proprio Frattesi: al suo posto c’è Dele-Bashiru, mentre in attacco viene confermato Cancellieri con Noslin e Isaksen in panchina. Ritmi buoni fin dai primi minuti della partita, ed è la Lazio a farsi preferire. Il primo tentativo è firmato da Zaccagni, che non riesce a piazzare il pallone sul secondo palo dopo un bello scambio con Dia, che aveva fatto un buon movimento ad uscire per liberare la corsia interna. Il Bologna risponde con una timida girata di Piccoli, ben controllata da Mandas. Il portiere biancoceleste trema al 37′, quando viene preso in controtempo da un tiro di Zortea deviato da Provstgaard, ma per sua fortuna la palla si spegne sul fondo. Pochi minuti prima, Dia aveva trovato il gol ma partendo in netto fuorigioco sul lancio lungo di Doekhi. Da segnalare al 19′ l’uscita dal campo di Marusic per un problema fisico, al suo posto Floriani Mussolini. Si chiude quindi senza reti una prima frazione molto fisica e nervosa, con ben cinque ammoniti. Al 48′ occasione enorme per il Bologna: il cross di Ferguson trova Odgaard completamente libero nell’area piccola, ma sul colpo di testa del danese è super la parata di Mandas. Al 54′ Gattuso perde un altro pezzo quando è costretto a uscire anche Dele-Bashiru, sostituito da Frattesi. Ed è proprio lui, l’uomo più atteso in casa biancoceleste, a sbloccare il risultato al 59′ con un tiro potente da pochi passi dopo l’ottimo triangolo con Dia, che libera il centrocampista con un colpo di tacco. Tedesco prova a dare una scossa ai suoi con i cambi, ma Rowe e Dovbyk non incidono. Incide un pò di più Bernardeschi, che al 76′ su calcio di punizione prova a sorprendere sul proprio palo Mandas, che smanaccia sul legno. Il portiere ospite è ancora efficace pochi secondi dopo anticipando proprio Rowe, che si era avventato su un pallone vagante. I minuti passano ma il Bologna non riesce a trovare lo spunto per pareggiare se non proprio in extremis, quando Dovbyk manca l’aggancio in area e Ferguson calcia addosso a Floriani Mussolini. A festeggiare, quindi, è Gattuso, che aggiorna il proprio score positivo contro i rossoblù (sei vittorie e due pareggi in otto precedenti da allenatore) ma soprattutto porta a casa i primi tre punti nella sua nuova avventura in biancoceleste.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

La Cina inaugura un’esposizione sulla tutela della diversità linguistica

La Cina inaugura un’esposizione sulla tutela della diversità linguistica

CHANGSHA (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Una nuova sala espositiva dedicata alla conservazione delle diverse risorse linguistiche della Cina è stata inaugurata oggi a Changsha, capoluogo della provincia centrale cinese dello Hunan, presentando al pubblico, attraverso installazioni digitali e interattive, i risultati di un impegno decennale volto a documentare lingue e dialetti.

La Sala espositiva del Progetto per la tutela delle risorse linguistiche della Cina, situata nel Museo dello Hunan, riunisce registrazioni e altri materiali linguistici raccolti in oltre 1.800 siti di indagine sul campo in tutto il Paese, riguardanti dialetti cinesi, lingue delle minoranze etniche e tradizioni culturali correlate.

Sono inoltre esposti più di 30 reperti culturali legati alle lingue.

Secondo Chen Xuliang, responsabile del museo, l’esposizione presenta registrazioni audio originali rappresentative di 10 importanti dialetti cinesi e di oltre 100 lingue delle minoranze etniche, tra cui mongolo, tibetano, uiguro e zhuang.

I visitatori possono ascoltare dialetti regionali, canti popolari e registrazioni sul campo di alcune lingue a rischio di estinzione, mentre le installazioni interattive consentono loro di esplorare lo sviluppo e la diversità delle lingue in tutta la Cina, ha aggiunto Chen.

La mostra attinge a materiali raccolti nell’ambito di un progetto nazionale di tutela linguistica avviato nel 2015 per documentare e preservare le diverse lingue e i diversi dialetti del Paese. Secondo gli esperti, si tratta del più grande progetto al mondo nel suo genere.

Oggi è stata inoltre istituita un’alleanza che riunisce università e istituti di ricerca per promuovere l’impiego delle tecnologie linguistiche in ambiti quali l’istruzione, la ricerca scientifica e la conservazione culturale.
(ITALPRESS).
-Xinhua-

Sisma 2016, Meloni ad Amatrice per il decennale. Zuppi “Ricostruire la comunità”

Sisma 2016, Meloni ad Amatrice per il decennale. Zuppi “Ricostruire la comunità”

ROMA (ITALPRESS) – Dieci anni dopo il terremoto che nella notte tra il 23 e il 24 agosto 2016 devastò Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto, l’Italia torna a ricordare le 299 vittime del sisma in una giornata segnata dal dolore, ma anche dagli appelli a completare la ricostruzione e a restituire un futuro alle comunità colpite. Per il presidente della Repubblica Sergio Mattarella quella di 10 anni fa è stata “una pagina drammatica della storia della Repubblica”, che “funge da monito costante sulla necessità continua di potenziare i meccanismi di prevenzione e intervento da attuare al verificarsi dei fenomeni sismici a cui è soggetto il nostro territorio”: con le sue parole, Mattarella ha richiamato le istituzioni alla responsabilità di portare a termine il processo di rinascita. “Il risanamento è un percorso, non privo di complessità, che richiede l’impegno di essere ultimato nel più breve tempo possibile”, ha detto. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha rivendicato in un messaggio che, dopo “troppi rinvii e false partenze” che hanno rallentato la ricostruzione, si registra ora un “deciso cambio di passo” impresso dal governo. “Molto è stato fatto, ma altrettanto resta da fare”, ha aggiunto, indicando come obiettivo “la rinascita dell’Appennino centrale”.
Nel pomeriggio la premier, accompagnata dal ministro per la Protezione Civile Nello Musumeci, dal ministro del Turismo Gianmarco Mazzi e dal ministro dello Sport Andrea Abodi, ha partecipato alla commemorazione ad Amatrice, deponendo una corona di alloro al Monumento alle vittime, prima di incontrare i familiari delle vittime e partecipare alla messa celebrata al campo sportivo dal cardinale Matteo Maria Zuppi, che in mattinata aveva presieduto anche la celebrazione ad Arquata del Tronto. “Il ricordo di questi dieci anni ci rende sapienti, non rassegnati. Ricostruiamo” e “mettiamo anche noi mano vigorosamente alla buona impresa”. Dieci anni dopo, ha ricordato nella sua omelia il presidente della Cei, restano le ferite del terremoto e quelle legate allo spopolamento e alla fragilità delle aree interne, perchè “ricostruire non è solo una questione di edifici ma soprattutto di relazioni, comunità, fiducia, solidarietà. La rinascita non nasce soltanto dai cantieri, ma soprattutto dalle persone, dalle relazioni e dalla speranza condivisa”.
Per il Commissario Straordinario alla ricostruzione, Guido Castelli, “negli ultimi 3 anni, grazie anche al forte sostegno del governo, alla filiera istituzionale che vede protagoniste anche le regioni, c’è stata la possibilità di un cambio di passo, un cambio di passo documentato anche qui in queste zone dove la ricostruzione non solo è partita, ma finalmente sta per avere quegli esiti concreti documentati dai numeri”.
Anche il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha legato il ricordo alla responsabilità delle istituzioni, con l’obiettivo di “continuare con determinazione e immutata fermezza nell’impegno per la ricostruzione”, mentre il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, ha ricordato le “ferite profonde” lasciate dal sisma nelle comunità e nel Paese, rivolgendo il proprio pensiero alle famiglie delle vittime, come ha fatto anche il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, secondo cui il sisma non ha distrutto soltanto edifici, ma ha “sconvolto la vita di migliaia di persone” e ferito l’identità di intere comunità. Per questo, ha aggiunto, “non possiamo accontentarci” dei risultati raggiunti. Infine il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha sottolineato la forza con cui i territori hanno saputo reagire alla tragedia, ringraziando i soccorritori e volontari impegnati nei giorni più drammatici dell’emergenza.

– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

“Abitare, un privilegio di tutti”, al Meeting di Rimini la casa come diritto

“Abitare, un privilegio di tutti”, al Meeting di Rimini la casa come diritto

RIMINI (ITALPRESS) – La casa come diritto, infrastruttura sociale e condizione per costruire una vita, non soltanto come bene immobiliare. E’ il tema dell’incontro “Abitare, un privilegio di tutti”, organizzato da Cdo Edilizia al Meeting di Rimini come terzo appuntamento del ciclo dedicato alla riqualificazione urbana, all’abitare e al buon governo delle città. Moderati da Simona Frigerio, coordinatrice di Cdo Edilizia, sono intervenuti Davide Albertini Petroni, presidente di Confindustria Assoimmobiliare; Gianluca Comazzi, assessore al Territorio e ai Sistemi verdi della Regione Lombardia; Costantina Regazzo, della direzione Relazioni istituzionali, educazione e sviluppo di Fondazione Progetto Arca; Felice Squitieri, commissario del Piano Casa; Irene Tinagli, presidente della Commissione speciale HOUS sulla crisi degli alloggi nell’Unione europea; Tobia Zevi, assessore al Patrimonio e alle Politiche abitative del Comune di Roma. Frigerio ha presentato il manifesto di Cdo Edilizia per l’emergenza abitativa, elaborato con soci e territori, richiamando la domanda posta da Leone XIV sul ‘grande cantierè del nostro tempo: che cosa stiamo costruendo? Città sempre più attrattive ma meno accessibili rischiano di espellere famiglie, lavoratori e fasce fragili. La risposta emersa dal confronto è che produzione di alloggi, servizi, relazioni e qualità urbana devono essere affrontati insieme.
Albertini Petroni ha descritto le città come la massima espressione delle relazioni sociali, economiche e lavorative, sottoposte a trasformazioni accelerate dall’innovazione tecnologica e dalla pandemia. Per governare il cambiamento ha indicato tre azioni: conservare storia e identità, collegare comuni e quartieri distribuendo servizi e politiche abitative, pianificare nel lungo periodo infrastrutture, rigenerazione e offerta residenziale. Londra, Amsterdam e Vienna mostrano l’utilità di programmi pluriennali monitorati e aggiornati. In presenza di risorse pubbliche limitate, il settore immobiliare può mettere a disposizione capitali e capacità progettuale, ma serve una governance credibile del partenariato pubblico-privato. I presupposti sono fiducia reciproca, condivisione degli obiettivi collettivi e regole ‘chiare, non interpretabili e stabili nel tempo», capaci di collegare il diritto a costruire a risultati pubblici e sociali misurabili. Per realizzare case a prezzi accessibili, gli investimenti devono accettare rendimenti contenuti; occorre quindi ridurne il rischio mediante certezza urbanistica, tempi affidabili, stimoli fiscali e norme coerenti con il quadro europeo. Il valore sociale, ha osservato, non è estraneo al rendimento: nelle operazioni immobiliari di lunga durata contribuisce a mantenere e accrescere il valore nel tempo. Rigenerare significa perciò integrare sostenibilità ambientale, accessibilità economica e interesse della comunità.
Comazzi ha presentato la Lombardia come un laboratorio di contraddizioni: dieci milioni di abitanti e il 22 % del PIL nazionale, una Milano che concentra circa il 54 % dello sviluppo immobiliare regionale e, nello stesso territorio, valli e piccoli centri colpiti dallo spopolamento. Le politiche devono rispondere sia ai prezzi elevati e all’espulsione del ceto medio dai grandi centri sia alla perdita di servizi nelle aree periferiche. Regione Lombardia gestisce, insieme ai Comuni, circa 200.000 alloggi pubblici e ha assunto come riferimenti le leggi sul consumo di suolo e sulla rigenerazione urbana. La priorità è recuperare edifici, capannoni dismessi e oltre cento ‘buchi nerì censiti nella sola Milano, evitando nuova occupazione del territorio. Ma l’offerta non può crescere se ogni intervento edilizio viene considerato contraddittorio con la tutela urbana: occorre riconoscere il bisogno di costruire e nello stesso tempo orientarlo alla sostenibilità. Nel secondo intervento, Comazzi ha invitato a superare una città metropolitana esistente soltanto sulla carta. Con 1.500 comuni lombardi, molti sotto i 5.000 o 10.000 abitanti, la co-pianificazione diventa indispensabile per evitare frammentazione e duplicazione dei servizi. Provincia e corona urbana sono chiamate a diventare parte della città futura, seguendo l’esempio delle grandi metropoli europee.
Regazzo ha portato l’esperienza di Fondazione Progetto Arca, nata dall’incontro con le persone senza dimora e sviluppata attraverso più di 250 abitazioni e modelli differenti: Housing First, Housing Led, co-housing, microcomunità e percorsi verso l’autonomia. Dalla strada alla casa, ha spiegato, non basta consegnare una chiave. Chi non dispone di lavoro, legami affettivi e rete sociale necessita di accompagnamento, senza che l’aiuto si sostituisca alla sua capacità di scelta e di riscatto. La casa è il luogo nel quale ritrovarsi, rigenerarsi e ricostruire gli affetti; intorno ad essa deve però rinascere il ‘villaggiò delle relazioni, della sussidiarietà e dell’aiuto reciproco. Le trasformazioni della famiglia e della società richiedono forme dell’abitare diverse, sempre centrate sull’individualità e sulla dignità di chi viene accolto. Perdere la casa può accadere a chi fugge da una guerra come a chi attraversa una crisi personale o economica: la fragilità non è una categoria separata dal resto della città. «Le persone ci chiedono innanzitutto di non essere lasciate sole», ha ribadito Regazzo. Per questo il Terzo Settore deve partecipare alla progettazione insieme a istituzioni, architetti, ingegneri e cittadini. Sburocratizzare i processi, condividere competenze e impiegare bene risorse pubbliche e private può trasformare gli assistiti in attori della città che desiderano.
Squitieri ha illustrato il primo compito del Piano Casa: ricostruire una conoscenza certificata del patrimonio pubblico, stabilendo proprietà, localizzazione, destinazione, condizioni e interventi in corso. Il patrimonio, ha sottolineato, è valore e può attivare finanza, ma soltanto se i dati sono affidabili. La ricognizione riguarda circa 60.000 alloggi di edilizia residenziale pubblica oggi non assegnati, non occupati o non abitabili. La dotazione iniziale è di 700 milioni di euro per l’ERP e 270 milioni per l’edilizia residenziale sociale; la distribuzione ai territori sarà determinata dal patrimonio posseduto e dal fabbisogno di abitazioni. L’obiettivo è rendere disponibili rapidamente più case e ricostruire il rapporto tra Stato e cittadini dopo decenni nei quali la questione abitativa è stata lasciata soprattutto al mercato. La regia pubblica deve tornare centrale, mentre privati, tecnici e amministrazioni concorrono alla seconda fase dedicata all’ERS. Squitieri ha annunciato anche la possibilità per i Comuni di frazionare grandi appartamenti ERP degli anni Sessanta, adeguandoli a nuclei familiari più piccoli e conteggiando le nuove unità nel finanziamento. Edifici direzionali dismessi e patrimoni inutilizzati devono poter cambiare funzione: ‘La città non è un elemento statico, è un organismo dinamico che cambia con i bisognì.
Tinagli ha spiegato che la crisi dell’abitare non riguarda più soltanto Milano, Parigi, Berlino o Madrid. Prezzi di acquisto e affitti sono aumentati senza un analogo incremento del potere d’acquisto, coinvolgendo lavoratori, giovani professionisti e classe media in tutta Europa. Finanziarizzazione del mercato immobiliare, turismo nelle abitazioni e trasformazione della domanda superano i confini delle singole città. Pur restando le politiche abitative competenza nazionale, l’Unione europea può mobilitare risorse, riformare gli aiuti di Stato, offrire un quadro sugli affitti brevi e sostenere la semplificazione dell’offerta. La revisione dei fondi di coesione consente già di riprogrammare risorse non utilizzate per progetti abitativi; la sfida è inserire strumenti più forti nel prossimo bilancio europeo. Tinagli ha riassunto il piano in quattro pilastri: sostegno e semplificazione dell’offerta, investimenti pubblici e privati, riforme del mercato e protezione delle fasce fragili. “Il Piano Casa va bene, ma non può essere solo un “piano mattoni”: deve essere un piano comunità, un piano persone, un piano città». Zevi ha ricordato che a Roma l’edilizia pubblica rappresenta appena il 5 % degli alloggi, contro il 20 % di Parigi, il 40 di Amsterdam e il 60 di Vienna. Il fabbisogno stimato per dieci anni è di 70.000 case: 20.000 pubbliche, 30.000 sociali e 20.000 di mercato libero.
L’esperienza romana ha mostrato come affiancare emergenza e visione: acquisto di migliaia di alloggi popolari, mappatura degli edifici da rigenerare, riforma del welfare abitativo e istituzione dell’Agenzia sociale per l’abitare, chiamata a mettere in relazione domanda e offerta nel mercato privato. Zevi ha segnalato anche 150.000 abitazioni vuote nella capitale: sbloccarne una parte con incentivi efficaci consentirebbe di aumentare l’offerta senza ‘posare neanche un mattonè. La questione non è però soltanto quantitativa. Le città sono luoghi di relazione e insieme di solitudine; quartieri più belli, sostenibili, accoglienti e socialmente misti devono rispondere alla crescita dei nuclei composti da una sola persona e al bisogno di comunità. Dal confronto è emersa una responsabilità condivisa: il pubblico deve pianificare e garantire l’interesse generale; il privato deve accettare obiettivi sociali misurabili; il Terzo Settore deve portare la conoscenza delle fragilità e delle reti di accompagnamento; l’Europa deve offrire risorse e regole adeguate. Abitare torna così a essere un pilastro del modello sociale, accanto a lavoro, sanità, istruzione e previdenza. La città accessibile non nasce dalla semplice moltiplicazione degli edifici, ma dalla capacità di riconoscere ogni persona, distribuire servizi, recuperare il patrimonio esistente e creare luoghi nei quali nessuno sia costretto a scegliere tra una casa e la possibilità di vivere.

– foto ufficio stampa Meeting Rimini –
(ITALPRESS).

Meloni ad Amatrice “Grazie per l’accoglienza”, un anziano si commuove

AMATRICE (ITALPRESS) – “Grazie per l’accoglienza, per il calore e soprattutto per la straordinaria determinazione con cui state ricostruendo il vostro futuro”. Così sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dopo la sua visita ad Amatrice per le celebrazioni nel decimo anniversario del sisma che colpì il Centro Italia. Durante la visita, la premier si è trattenuta a parlare con i cittadini presenti. Tra questi, un anziano si è commosso e le ha rivolto un saluto caloroso: “Ci hai onorato, è la gioia più grande che ho avuto nella mia vita”.
mrc/gsl

Giochi Mediterraneo, Filippi “L’argento come una vittoria, Taranto speciale”

TARANTO (ITALPRESS) – «Non era certamente questo il risultato sperato, ma per me questo è un argento vinto. Vengo da un periodo molto difficile e posso dire che qui ho trovato un ambiente che mi ha costantemente supportato». Così Davide Filippi commenta la medaglia d’argento conquistata nel fioretto ai Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026. «Ritengo che questo sia un argento vinto contro un avversario particolarmente ostico, che è stato difficile da superare. Ma questo è lo sport, questa è la scherma e dobbiamo accettare il risultato. Sono comunque contento perché, ripeto, questo è un argento vinto e, venendo da un momento difficile, posso dire che mi ritengo soddisfatto». Filippi sottolinea poi il ruolo del pubblico tarantino: «Ho trovato un ambiente straordinario. Il pubblico di Taranto mi ha supportato sin dalla mattina, dall’inizio alla fine, mi è stato costantemente vicino e per questo ritengo che questa medaglia valga per me davvero tantissimo».

xt8/gm/gsl

Aci, La Russa “Sempre più un club che si occupa di mobilità a 360 gradi”

“RIMINI (ITALPRESS) – “ACI vuole essere sempre più un club che si occupa di mobilità a 360 gradi”. Lo ha detto il presidente dell’Automobile Club d’Italia, Geronimo La Russa, intervistato dall’Italpress al Meeting di Rimini. “Noi ci rivolgiamo ovviamente agli automobilisti, ma anche a tutti coloro che hanno esigenze di mobilità. Lo dimostriamo anche qua al nostro stand con le informazioni che diamo, con le attività che facciamo”, ha aggiunto. Per La Russa le regole della strada “devono essere rispettate da tutti, indipendentemente dal tipo di veicolo che si usa o anche banalmente se si va a piedi”. Il presidente dell’ACI ha richiamato anche i comportamenti dei pedoni: “È importante attraversare sulle strisce pedonali, anche a piedi, con concentrazione e non guardando il telefono”. La Russa ha infine ricordato l’attività di assistenza svolta dall’ACI: “In quest’estate calda abbiamo fatto migliaia e migliaia di soccorsi stradali”, con l’obiettivo di “dare servizi ai cittadini” e “cercare sempre di essere vicini alle persone”.
xi5/mrc/gsl